Intelligenza artificiale, Agcom chiede un volto umano e responsabile

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’intelligenza artificiale Agcom è al centro della relazione annuale presentata al Parlamento dal presidente dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni Giacomo Lasorella, che ha indicato nella necessità di mantenere un approccio umano alla tecnologia uno dei temi principali del confronto. Partendo dall’enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone e dal tema dell’intelligenza artificiale, Lasorella ha sottolineato che la questione decisiva riguarda la direzione verso cui viene orientata questa trasformazione. In questo scenario, secondo l’Agcom, assume un ruolo centrale un regolatore indipendente capace di accompagnare l’evoluzione tecnologica.

La relazione annuale dell’Agcom evidenzia il compito di governare l’intelligenza artificiale con attenzione alla responsabilità di chi progetta e utilizza questi strumenti. Lasorella ha ribadito che il volto della tecnologia deve restare riconoscibile, umano e responsabile, richiamando la necessità di mantenere un legame chiaro tra innovazione e persone. Il presidente dell’Autorità ha descritto il cambiamento in corso come un processo che coinvolge non soltanto le comunicazioni elettroniche, ma anche l’economia e la società. La trasformazione viene indicata come digitale e allo stesso tempo antropologica, perché riguarda il rapporto tra tecnologia e dimensione umana.

La relazione Agcom 2026 tra tutela digitale e nuovi consumi informativi

La Relazione annuale 2026 dell’Agcom descrive un anno caratterizzato da una forte interazione tra livello nazionale ed europeo e da un ampliamento delle funzioni dell’Autorità. Tra i temi affrontati emergono l’evoluzione dei consumi informativi e il ruolo dei diversi strumenti attraverso cui i cittadini accedono alle informazioni. Il documento evidenzia il ritorno della televisione nelle scelte politiche rilevanti, mentre le piattaforme web continuano a rafforzare la loro presenza nel sistema della comunicazione. Accanto a questi aspetti, l’Agcom richiama l’importanza dell’alfabetizzazione digitale attraverso iniziative come il patentino digitale e il Rapporto sui fabbisogni di media literacy.

Nel quadro delineato dall’Autorità rientra anche la necessità di affrontare i cambiamenti generati dall’innovazione tecnologica nel settore delle comunicazioni. La relazione presentata da Lasorella descrive un mercato caratterizzato da dinamiche differenti tra comparti, con il riferimento al mercato delle telecomunicazioni e alle diverse velocità di sviluppo tra rete fissa e mobile. L’Agcom colloca questi elementi all’interno di una fase di trasformazione più ampia, nella quale le tecnologie digitali modificano strumenti, abitudini e modalità di accesso ai contenuti. Il ruolo dell’Autorità viene quindi collegato alla gestione delle nuove esigenze di tutela e regolazione.

Pluralismo editoriale e aggiornamento delle regole nello spazio digitale

Un altro tema indicato nella relazione riguarda il pluralismo dell’informazione e la necessità di aggiornare i criteri utilizzati per valutare le posizioni dominanti nell’editoria. Secondo quanto riportato dall’Agcom, gli attuali parametri non considerano pienamente lo spazio online e risultano ancora legati alle tirature cartacee. Lasorella ha evidenziato l’esigenza di rivedere questi strumenti anche alla luce del Regolamento europeo sulla libertà dei media, che punta a difendere pluralismo e indipendenza editoriale nello spazio digitale. La questione riguarda quindi il modo in cui vengono misurate le concentrazioni nel settore informativo in un contesto cambiato dalla diffusione delle piattaforme.

La relazione dell’Agcom riunisce così diversi aspetti legati alla comunicazione contemporanea: dall’intelligenza artificiale alla tutela digitale, fino all’evoluzione dell’informazione online. Al centro resta il rapporto tra innovazione tecnologica, responsabilità e garanzie per cittadini e sistema dei media. L’Autorità sottolinea il valore di un intervento regolatorio indipendente in una fase in cui gli strumenti digitali incidono sempre più sui processi comunicativi e sulle modalità con cui vengono prodotti e distribuiti i contenuti.

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