Buon compleanno Adriano Celentano: gli auguri di De Laurentiis e il ritratto familiare
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Compie ottantotto anni, in quel giorno dell’Epifania che tutte le feste porta via, un artista che della festa e della ribellione giovanile ha fatto per decenni la propria cifra stilistica, influenzando in modo decisivo il costume nazionale. Adriano Celentano, nato il 6 gennaio 1938, spegne le candeline circondato dagli affetti più intimi, la moglie Claudia Mori e la figlia Rosita, in una dimensione privata che ha sempre preferito, nonostante la popolarità sterminata conquistata come cantante, attore, regista e showman. Una carriera lunghissima, iniziata quarantanove anni fa, che lo vide portare il rock ‘n’ roll in Italia, divenendo immediatamente il “molleggiato” iconico per generazioni di fan, e poi evolversi in un autore capace di sperimentare e di lasciare un’impronta profonda in molteplici ambiti dello spettacolo.
Il messaggio pubblico del produttore
Tra i molti auguri pubblici giunti per l’occasione, spicca quello, affettuoso e personale, del presidente del Napoli e produttore cinematografico Aurelio De Laurentiis, che ha voluto ricordare sulla propria piattaforma un momento di collaborazione professionale. “Caro Adriano, ricordo con grande piacere i momenti trascorsi con te quando interpretasti un mio film dal Titolo ‘Qua la mano’”, ha scritto De Laurentiis, riformulando in modo suggestivo quel ricordo in un gesto di vicinanza attuale: “Oggi ti porgo nuovamente la mano per augurarti buon compleanno”. Nel breve testo, il produttore ha sottolineato come gli ottantotto anni dell’artista abbiano “lasciato e continueranno a lasciare un segno indelebile nella storia del costume italiano”, riconoscendone, al di là della semplice celebrazione, il ruolo di vero e proprio pilastro culturale.
Il ritratto intimo della figlia Rosita
A disegnare un ritratto più intimo e domestico del compleanno ha pensato invece la figlia Rosita Celentano, intervenuta con alcune dichiarazioni alla stampa. Parlando del padre, ne ha messo in luce soprattutto la vitalità intellettuale, ben superiore all’età anagrafica, affermando che “ha una testa che viaggia come se ne avesse 40”. Un’energia mentale che, secondo il racconto familiare, non è mai stata offuscata dalla traiettoria straordinaria del successo. “Non si è mai fatto abbindolare dal successo”, ha aggiunto Rosita, descrivendolo come “un uomo buono” e sottolineando la forte unione che li lega, tanto da averne raccolto idealmente il testimone su alcune battaglie sociali, aspetto meno noto ma significativo del percorso umano di Celentano.
Un’eredità che va oltre la musica
L’immagine che emerge, quindi, non è solo quella del celebrato “Ragazzo della via Gluck”, ormai entrato stabilmente nell’immaginario collettivo, ma quella di una personalità complessa e multiforme, la cui eredità si misura su diversi piani. Quello artistico, con un catalogo musicale sterminato e una filmografia che lo ha visto protagonista; quello umano, custodito gelosamente nella sfera familiare e descritto con toni affettuosi; e infine quello dell’influenza sociale, accennata dal ricordo delle battaglie portate avanti e dalla capacità, riconosciutagli anche da chi, come De Laurentiis, ne ha incrociato il percorso professionale, di segnare profondamente il modo di essere e di pensare di un intero paese. Gli ottantotto anni si presentano così non come un semplice traguardo cronologico, ma come la testimonianza di un percorso ancora vitale e pienamente riconosciuto.




