sciopero atm a milano, disagi e proteste dopo le 18
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Redazione Interno
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Il 14 febbraio 2025, Milano si è trovata nuovamente al centro di una giornata di tensioni e disagi a causa dello sciopero del personale ATM, indetto dal sindacato Al Cobas. L’agitazione, che ha coinvolto conducenti e controllori, è durata 24 ore, con picchetti di protesta organizzati davanti al deposito di viale Sarca, dove i lavoratori hanno ribadito le loro richieste: adeguamento dei salari, riduzione degli straordinari e maggiore sicurezza sul lavoro.
Luigi Battipaglia, conducente ATM, ha spiegato le ragioni della protesta: “Abbiamo una fuga di lavoratori. Molti colleghi, anche con anni di esperienza, si licenziano per cercare altre opportunità. Con 1400 euro al mese, vivere a Milano è impossibile”. Tra chi ha già deciso di abbandonare l’azienda c’è anche un collega di Battipaglia, che ha ottenuto la licenza per taxi e presto lascerà il suo posto.
La situazione, già critica nelle prime ore della giornata, è peggiorata dopo le 18, quando i mezzi pubblici hanno subito ulteriori cancellazioni e ritardi. I pendolari, costretti a lunghe attese o a cercare alternative, hanno espresso frustrazione, mentre la città ha visto un aumento del traffico privato, con code e ingorghi in diverse aree.
Oltre a Milano, altre città italiane hanno registrato disservizi simili. A Firenze, Latina e Pavia, scioperi locali hanno paralizzato parte del trasporto pubblico, creando ulteriori difficoltà per chi si sposta quotidianamente.
Questo sciopero rappresenta l’undicesima protesta in tre anni per il trasporto pubblico milanese, un segnale chiaro di un malcontento che non accenna a placarsi. Le richieste dei lavoratori, tuttavia, sembrano ancora lontane dall’essere soddisfatte, mentre l’ATM deve fare i conti con una crescente carenza di personale, che rischia di compromettere ulteriormente il servizio.




