Call of duty modern warfare 4, addio all’omnimovement ma il movimento resta senza catene

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Il movimento, si sa, è da sempre l’anima degli sparatutto arcade, eppure proprio questo elemento, nelle ultime iterazioni firmate Infinity Ward, aveva finito per rappresentare un punto critico, capace di dividere la comunità dei giocatori tra chi invocava un ritorno alle origini più tattiche e chi invece non tollerava le restrizioni imposte dalla fisica di Modern Warfare 2 del 2022. uagna +1

Con l’annuncio ufficiale di Call of Duty: Modern Warfare 4, avvenuto giovedì scorso tramite il documentario "From the Ward" su Youtube, lo sviluppo ha preso una direzione chiara: niente compromessi, ma anche niente eccessi.

Gli sviluppatori hanno ascoltato le critiche di chi si sentiva imbrigliato in animazioni troppo rigide – “Non posso fare questo, il movimento è pessimo”, hanno riassunto i responsabili – e hanno deciso di smantellare quelle barriere che avevano trasformato il combat loop in una sequenza di scatti a volte prevedibili. uagna +1

Un sistema fluido senza la frenesia dell’omnimovement

La scelta più interessante, in controtendenza rispetto a quanto visto nel vicino universo di Black Ops 7, è l’abbandono consapevole del cosiddetto Omnimovement, quel sistema che permetteva di scattare e scivolare in qualsiasi direzione con una libertà quasi assoluta ma non priva di critiche per quanto riguarda il realismo bellico.

Il team di Infinity Ward, guidato da Mark Grigsby e Jack O’Hara, ha optato per una via di mezzo, definita “fluida e senza restrizioni” ma pur sempre ancorata a quella fisica realistica che contraddistingue il brand Modern Warfare. uagna +1

In pratica, non ci ritroveremo a scivolare all’indietro a velocità supersonica come in altri capitoli, ma potremo eseguire azioni prima inimmaginabili nella saga: sarà possibile, ad esempio, passare direttamente da una scalata a una scivolata, o scivolare fino a finire in posizione prona, il tutto con una transizione delle animazioni finalmente fluida grazie all’abbandono del supporto per PlayStation 4 e Xbox One. gamesource +1

La campagna coreana e il realismo tecnico

Se il comparto tecnico punta a sfruttare tutta la potenza delle macchine next-gen, la narrazione si addentra in un terreno scottante quanto affascinante: la guerra su larga scala nella penisola coreana.

Il primo trailer, rilasciato da Activision in concomitanza con l’annuncio, non lascia spazio a dubbi sulla volontà di alzare la posta; ci troviamo di fronte a un’invasione su vasta scala della Corea del Sud, una scelta che ha già acceso i riflettori dei media internazionali. gamesource +1

La trama, che segna il ritorno di Captain Price (sebbene qui in una veste differente, quasi da "alleato ombra" fuori dai ranghi della Task Force 141), segue la discesa negli inferi della guerra di una recluta sudcoreana di nome Private Park, un "zero to hero" in piena regola che si troverà a combattere fianco a fianco con i soldati regolari.

Dopo un capitolo precedente (Modern Warfare 3 del 2023) che aveva ampiamente deluso i fan proprio per la gestione della campagna, si cerca ora di restituire spessore e crudeltà al conflitto. gamesource +1

Multiplayer, mappe dinamiche e l’addio alle stranezze estetiche

Sul fronte multiplayer, l’ambizione è quella di costruire "il miglior sparatutto arcade multiplayer possibile". Non si tratta solo di promuovere una libertà di movimento assoluta, ma di introdurre sistemi profondi che riguardano le serie di uccisioni, gli equipaggiamenti e le armi. uagna +1

Una delle novità più originali presentate riguarda la mappa "Kill Block", un concept modulare che cambierà la propria conformazione a ogni partita grazie alla combinazione casuale di tre macro-blocchi; una scelta, questa, studiata per uccidere quella sensazione di noia da apprendimento degli angoli che affligge i veterani dopo decine di partite. uagna +1

Inoltre, mantenendo una linea editoriale ferrea contro le mode del momento, Infinity Ward ha assicurato che non ci saranno crossover bizzarri o skin fuori contesto (niente cantanti pop o cartoni animati), mantenendo l’estetica mil-sim che i puristi della serie apprezzano. uagna +1

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