Peter Phillips si risposa a giugno, tra le seconde nozze e le regole anglicane

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Il calendario delle celebrazioni dinastiche britanniche segna una nuova data, sebbene si tratti di un evento che sfugge alle rigidità del protocollo più stretto. Peter Phillips, primogenito della principessa Anna e quindi fratello maggiore di Zara Tindall, convolerà a nozze il prossimo 6 giugno con Harriet Sperling, un’ex infermiera pediatrica ora impegnata anche nell’attività giornalistica. La cerimonia, che si terrà in forma privata presso la chiesa di Ognissanti a Kemble, nel Gloucestershire, rappresenta il secondo matrimonio per entrambi i fidanzati, circostanza che ha imposto alla coppia un iter burocratico e religioso ben più complesso di quello riservato ai nubendi al primo passo.

Il precedente del 2005 e l’assenza di un automatismo per i divorziati

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare osservando le cronache rosa, per la Chiesa d’Inghilterra risposarsi dopo un divorzio non è un atto dovuto, ma una concessione. Dal lontano 2002, il Sinodo Generale ha permesso ai divorziati di accedere al matrimonio religioso, ma solo in quelle che vengono definite "circostanze eccezionali". Una svolta storica arrivata dopo secoli di divieti, eppure carica di discrezionalità. Lo si è capito chiaramente nell'aprile del 2005, quando l’allora principe Carlo volle sposare Camilla Parker Bowles. Nonostante la norma fosse già in vigore da tre anni, la coppia scelse una soluzione ibrida: nozze civili a Windsor, seguite da una benedizione nella Cappella di San Giorgio, proprio per aggirare le resistenze dei vertici ecclesiastici. Per Phillips e la Sperling, entrambi con un matrimonio alle spalle, la questione si è posta in termini analoghi: il consenso del parroco locale è stato necessario per officiare il rito, una sorta di vaglio discrezionale che valuta la moralità e le circostanze della separazione precedente.

L’anello debole della successione e la vita lontano dai riflettori

Peter Phillips, che oggi compie 48 anni, occupa una posizione peculiare all’interno dell’albero genealogico dei Windsor. Figlio della principessa Anna e di Mark Phillips – e dunque nipote della regina Elisabetta – non ha mai voluto un titolo nobiliare, una scelta dei genitori per garantirgli una parvenza di normalità. La sua prima unione con Autumn Kelly, durata tredici anni fino alla separazione del 2020, gli aveva dato due figlie, Savannah e Isla, che oggi vivono prevalentemente con la madre. L’annuncio del nuovo fidanzamento, arrivato nell’estate del 2025, è stato ufficializzato con un comunicato asciutto e privo di fronzoli, quasi a voler sottolineare la natura “privata” dell’evento, nonostante la caratura pubblica della famiglia. La Sperling, che ha una figlia adolescente da una relazione precedente, si è fatta conoscere nell’alta società durante il Royal Ascot dello scorso anno, dove la sua presenza in carrozza reale è stata interpretata come un sigillo di approvazione informale da parte dei sovrani.

Il cerimoniale delle "autorizzazioni" e il nodo William-Harry

Prima di fissare la data al 6 giugno 2026, i due promessi sposi hanno dovuto adempiere a una sorta di giro di consultazioni familiari che precede la burocrazia statale. Non è bastato il consenso formale di re Carlo III e della regina Camilla, né quello dei principi di Galles, William e Kate. La Chiesa, come detto, ha avuto l’ultima parola attraverso il vicario locale. Questo passaggio, sebbene tecnico, è cruciale perché evidenzia come la dottrina anglicana continui a considerare il matrimonio come un vincolo indissolubile agli occhi di Dio, concedendo il "perdono" pastorale del rito solo a determinate condizioni.

Resta ora da capire quale sarà la geografia degli affetti presenti nella navata di Kemble. Se è vero che Peter è tradizionalmente il "ponte" tra i cugini William e Harry – lo si ricorda il giorno dei funerali del principe Filippo, quando camminò fisicamente tra i due fratelli per evitare attriti –, la presenza del principe espatriato negli Stati Uniti è un’incognita. Nessuna comunicazione ufficiale ha confermato la lista degli invitati, ma la cerimonia, proprio perché lontana dalle residenze ufficiali come Windsor o Buckingham, potrebbe favorire un clima disteso, lontano dalle rigidità dei grandi eventi di Stato.

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