Nazionale, Maldini al lavoro per il nuovo ct: contatti con Ancelotti e Guardiola
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Redazione Sport
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La nuova era del calcio italiano è ufficialmente iniziata e il primo passo, come annunciato da Paolo Maldini durante l'assemblea di Lega Serie A tenutasi a Milano, è quello di puntare decisamente in alto per la guida tecnica della Nazionale.
Il nuovo direttore tecnico azzurro, affiancato dall'advisor Leonardo e dal presidente della Figc Giovanni Malagò, ha confermato i contatti con due dei nomi più illustri del panorama internazionale, Carlo Ancelotti e Pep Guardiola, delineando un progetto ambizioso che mira a risollevare le sorti di un movimento reduce dall'ennesima esclusione dai Mondiali.
I contatti con i top player del panorama internazionale
Nel corso della sua prima uscita pubblica dopo la nomina, Maldini ha rivelato che la Federazione ha già avviato dei sondaggi con Carlo Ancelotti, attuale commissario tecnico del Brasile, e con Pep Guardiola, reduce dall'esperienza al Manchester City. "Guardiola è uno dei nostri obiettivi per il ruolo di ct, ma prima ancora abbiamo parlato con Ancelotti. Questa è la dimostrazione che stiamo verificando la disponibilità dei migliori al mondo", hanno spiegato i vertici federali, confermando le indiscrezioni circolate nelle scorse settimane.
L'obiettivo dichiarato è quello di portare avanti un progetto di rilancio che non si limiti alla prima squadra, ma che coinvolga l'intero movimento, partendo dalla scelta di un profilo di altissimo livello per guidare gli azzurri.
Il pressing su Guardiola e la situazione Ancelotti
Nonostante il sogno nel cassetto resti Pep Guardiola, il cui interesse per una Nazionale era noto, la strada per convincerlo è in salita. La nuova governance, dopo un blitz a Barcellona nel weekend, sta cercando di accelerare i tempi, anche se Maldini ha chiarito che non c'è l'intenzione di affrettare la scelta a scapito del profilo ideale. "L'ideale sarebbe nominare il ct entro questa settimana, ma ancora più importante è aspettare la persona che vogliamo realmente. Quindi c'è fretta, sì, ma fino a un certo punto", ha dichiarato il dt.
Sul fronte Ancelotti, invece, l'ostacolo è rappresentato dal contratto che lega il tecnico emiliano al Brasile fino al 2030, un impegno che Carletto ha mostrato di voler rispettare nonostante il deludente mondiale disputato.
Un progetto a lungo termine per il rilancio
L'incontro con i presidenti dei club di Serie A, durato circa un'ora e un quarto, è servito anche per illustrare i dettagli di un progetto che guarda lontano. Maldini ha parlato di un orizzonte di 8-10 anni per riformare i settori giovanili e colmare il divario con le altre nazionali, mentre Malagò ha ribadito la necessità di condividere le scelte e creare una metodologia di lavoro unica che vada a cascata dalla prima squadra alle giovanili.
Il presidente federale ha inoltre smentito categoricamente le voci riguardanti richieste economiche esorbitanti da parte di Guardiola, sottolineando come l'aspetto economico non sia prioritario per un profilo del genere. Tra i possibili ripieghi, qualora il sogno Guardiola dovesse svanire, sono già stati individuati piani alternativi che porterebbero a profili come quelli di Andrea Pirlo, Roberto Mancini o Antonio Conte.
L'identikit del nuovo ct secondo Leonardo e Maldini
Leonardo, advisor del dt, ha aggiunto che l'identikit del nuovo allenatore dovrà trovare piena sintonia con la direzione tecnica, che sarà chiamata a dettare la linea di un metodo di lavoro moderno e propositivo. "Il movimento è rimasto indietro dal punto di vista metodologico e necessita di un'impostazione più moderna", ha spiegato Leonardo, sottolineando come l'obiettivo sia creare una cultura tecnica condivisa.
La scelta del commissario tecnico è solo un tassello di un disegno più ampio che, nelle intenzioni di Maldini e Leonardo, dovrà riportare il calcio italiano a essere protagonista sulla scena internazionale. La deadline per l'annuncio, inizialmente fissata per questo weekend, potrebbe slittare a martedì 28 luglio, in occasione del consiglio federale, per dare modo ai vertici di chiudere al meglio la trattativa con il prescelto.
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