Bezzecchi vola a Phillip Island nonostante il dolore e la penalità
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Redazione Sport
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Sotto un cielo grigio e minaccioso, tipico dell’isola australiana, Marco Bezzecchi ha dipinto di un blu Aprilia il venerdì di prove del Gran Premio d’Australia, tracciando un solco di pura velocità nonostante il persistente dolore alla schiena che lo accompagna dai recenti incidenti. Il pilota riminese, che ha fermato il cronometro su un impressionante 1’26”492, ha letteralmente polverizzato il record precedente del circuito, staccando di oltre sette decimi il vecchio limite e lasciando a tre decimi il suo primo inseguitore. Un’affermazione di forza, la sua, che appare ancora più significativa se si considera la condizione fisica non ottimale, un dettaglio che, a giudicare dalla sua prestazione, sembrerebbe quasi irrilevante.
Il dominio in pista non conosce ostacoli
La sua gara contro il dolore, che lui stesso ha definito presente e fastidioso, viene combattuta a bordo pista con un’arma in più: l’adrenalina. “Quando sei in moto”, ha spiegato ai microfoni, “l’adrenalina ti fa sentire meno il dolore”. È questo stato di grazia, questa concentrazione assoluta, che gli ha permesso di trasformare le Pre Qualifiche in un monologo, dimostrando come il legame tra un pilota e la sua moto possa, in certi frangenti, trascendere le limitazioni fisiche. Un risultato che, sebbene non assegni punti, fornisce una chiara indicazione sul potenziale della coppia Bezzecchi-Aprilia in un weekend che si preannuncia complesso.
L’ombra della penalità e l’accettazione dei propri errori
Accanto alla soddisfazione per la prestazione, però, si staglia l’ombra dei due long lap penalty che il pilota è chiamato a scontare durante la gara di domenica, una conseguenza diretta dell’incidente al via in Indonesia. Su questo punto, Bezzecchi non ha mostrato esitazioni, riconoscendo la correttezza della decisione dei commissari. “La penalità è lì, bisogna accettarla e farla”, ha affermato con pragmatismo, aggiungendo che si tratta di una sanzione “giusta”. Una presa di responsabilità che delinea un approccio maturo, lontano da recriminazioni, concentrato piuttosto sull’esecuzione di quanto richiesto dal regolamento per ripagare il proprio debolo di pista.
La gestione della resistenza fisica per le sfide imminenti
Il vero interrogativo, ora, non riguarda più la sua velocità cruda, ampiamente dimostrata, ma la sua capacità di gestire il doppio fardello del dolore fisico e della penalità nel corso di una gara intera. Lo stesso Bezzecchi ha ammesso di aver pensato di stare meglio fisicamente, constatando invece che la schiena “fa male”, ma ha prontamente assicurato che “tiene botta”. Per farlo, come ha rivelato, ricorrerà all’ausilio di antidolorifici, una scelta dettata dalla necessità di non farsi limitare in un appuntamento cruciale. Il suo sguardo, pertanto, è già rivolto al sabato, definito “una giornata normale”, e alla domenica, dove la sua abilità sarà messa alla prova su più fronti.




