Staffetta 4x100 Italia: Argento ai Mondiali di Budapest

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La staffetta 4x400 ai Mondiali di Budapest è partita con il recordman italiano della distanza, Davide Re. Nato a Milano il 16 marzo 1993 e cresciuto a Imperia, è il primo azzurro ad aver infranto il muro dei 45" nel giro di pista (con il 44"77 del 2019 a La Chaux-de-Fonds). Ex sciatore, si è avvicinato all’atletica leggera senza troppe aspettative, come sport scelto per i mesi estivi. Diplomato in Scienze sociali allo ski-college di Limone Piemonte, in passato ha lavorato come maestro di sci e oggi studia medicina a Torino allenandosi a Zurigo con i consigli del tecnico Flavio Zberg.

L’Italia ha l’argento addosso: la 4×100 maschile vola a Budapest. Gli uomini-jet tricolori sfrecciano sulla pista di Budapest e portano a casa un argento mondiale che sa di riscatto. Roberto Rigali, Marcell Jacobs, Lorenzo Patta e Filippo Tortu hanno chiuso la 4×100 in 37”62, secondi dietro solo agli statunitensi del fenomeno Noah Lyles (che nella capitale ungherese ha vinto i 100 e i 200 metri). Il gruppo, per un quarto diverso da quello che alle Olimpiadi di Tokyo conquistò l’oro (Rigali è entrato al posto di Faustino Desalu), ha mantenuto le promesse della vigilia: già dalle semifinali si era capito che gli Azzurri stavano scaldando bene i motori nonostante gli infortuni, le delusioni dei passati Europei e Mondiali, le lunghe assenze di Jacobs dalla pista.

Ancora una volta la squadra italiana della staffetta 4×100 ha mostrato il suo valore e ha conquistato una medaglia. Dopo Tokyo, anche al Mondiale di Budapest arriva il podio. Questa volta è d’argento ma vale quasi quanto un oro. A parlare dell’impresa del quartetto Rigali, Jacobs, Patta e Tortu, una squadra mai schierata prima d’ora che ha conquistato l’argento 40 anni dopo l’ultima volta. Filippo Di Mulo è il prof che ha fatto una scienza del cambio di testimone: “Grazie ai suoi studi quattro atleti normali, ma bravi nel passaggio del testimone, possono battere quattro supervelocisti inesperti nei cambi”.

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