Il segnale silenzioso che salva: a Roma una 14enne ferma lo stupro del compagno della madre
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Redazione Interno
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Ha piegato il pollice sul palmo, ha chiuso le dita a pugno e lo ha mostrato dal finestrino dell'auto, nel momento esatto in cui una pattuglia della polizia di Stato transitava lungo via di Rocca Cencia, all'incrocio con via Casilina, nella periferia est di Roma. Quel gesto, codificato e riconosciuto a livello internazionale come "Signal for Help", ha permesso a una ragazzina di 14 anni di spezzare l'incubo che stava vivendo e di scongiurare una violenza sessuale che il compagno della madre, un cittadino romeno di 47 anni, stava per consumare ai suoi danni.
L'incubo in auto da Zagarolo a Roma
I fatti risalgono al pomeriggio di giovedì 20 agosto, intorno alle ore 17. La minorenne si trovava sul sedile del passeggero di un'autovettura bianca insieme all'uomo, che stava rientrando a Roma dopo un viaggio da Zagarolo. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti e riportato dagli organi di informazione, durante il tragitto il 47enne avrebbe iniziato a rivolgere alla ragazzina attenzioni sempre più insistenti e morbose, accompagnate da promesse di regali, per poi passare al tentativo di aggressione sessuale.
Un'aggressione che la giovane era riuscita a interrompere solo quando l'auto si era fermata in via di Rocca Cencia, consentendole di attendere il momento giusto per chiedere aiuto.
L'uomo, approfittando della sosta, si era allontanato dall'abitacolo per entrare in un vicino negozio di telefonia, lasciando la ragazzina da sola in macchina per qualche istante. È stato in quel frangente, quando la pattuglia della polizia del distretto del Casilino è passata nei pressi del veicolo, che la 14enne ha compiuto il gesto che le ha salvato la vita.
Il "Signal for Help" consiste nell'alzare la mano con il palmo rivolto in avanti, piegare il pollice verso il centro e chiudere le altre dita sopra, creando un pugno: un segnale muto che, in situazioni di pericolo, indica la necessità di un intervento immediato.
L'intervento della polizia e l'arresto
I poliziotti, riconosciuto all'istante il segnale di allarme, hanno fermato la volante e sono intervenuti. Mentre un agente si appostava all'esterno dell'esercizio commerciale per impedire una possibile fuga dell'uomo, un collega è rimasto accanto alla ragazzina, che era in lacrime e in evidente stato di shock, per proteggerla e conquistarne lentamente la fiducia, in attesa di raccogliere la sua versione dei fatti.
Il 47enne, alla sua uscita dal negozio, è stato bloccato dagli agenti: durante il controllo si è mostrato aggressivo e ha tentato di attirare l'attenzione della ragazza per rimproverarla, apparendo inoltre in evidente stato di alterazione alcolica.
La perquisizione del veicolo ha permesso di rinvenire diverse bottiglie di bevande alcoliche, e la vittima ha riferito che l'uomo aveva iniziato a bere fin dalla mattina. Il 47enne, nato nel 1978 e residente a Roma, è stato arrestato con l'accusa di violenza sessuale aggravata, un'aggravante dovuta alla minore età della vittima.
Successivamente, il Gip del Tribunale di Roma ha convalidato l'arresto e disposto il trasferimento dell'uomo nel carcere di Regina Coeli, su richiesta del pubblico ministero di turno.
La presa in carico della vittima e la denuncia della madre
La 14enne è stata subito presa in carico dal personale sanitario del 118 e successivamente ascoltata in audizione protetta, con l'assistenza di una psicologa infantile di turno presso la procura della Repubblica di Roma, alla quale ha ricostruito nel dettaglio la dinamica del tentato abuso. Nel frattempo, è stata contattata anche la madre della ragazzina, che si è presentata al VI Distretto di Polizia per sporgere denuncia.
La donna, nel suo racconto agli inquirenti, ha riferito di essere stata a sua volta ripetutamente vittima di violenze da parte dello stesso compagno, aggiungendo un tassello ulteriore a un quadro di abusi che sembrava consumarsi all'interno del nucleo familiare. L'intera vicenda è stata inoltre sottoposta all'attenzione della Procura per i minorenni, che segue il caso per la tutela della giovane vittima.
Un gesto che salva, il "Signal for Help"
Il gesto utilizzato dalla 14enne è stato ideato nell'aprile del 2020 dalla Canadian Women's Foundation, in piena pandemia da Covid-19, come strumento per combattere l'aumento dei casi di violenza domestica durante i lockdown. Il "Signal for Help" è pensato per essere un movimento rapido e discreto, che può essere eseguito con una sola mano e non lascia tracce, rendendolo utilizzabile anche in presenza dell'aggressore o durante una videochiamata.
L'efficacia di questo segnale, come dimostra il caso di Roma, risiede nella sua capacità di farsi riconoscere immediatamente da chiunque, trasformando un semplice movimento della mano in un grido di aiuto silenzioso ma potentissimo, che in questo caso ha permesso a una ragazzina di fermare il suo aguzzino e di porre fine a un incubo.
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