Trump e la sfida dell'Illinois: Chicago si oppone all'invio dei militari
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Redazione Esteri
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Lo scontro istituzionale, che vede da una parte la Casa Bianca e dall'altra gli Stati a guida democratica, si estende oltre l'Oregon e la California, raggiungendo le sponde del lago Michigan. L'Illinois, insieme alla sua città più popolosa, ha infatti avviato un'azione legale per contrastare la decisione dell'amministrazione Trump di impiegare le forze della Guardia Nazionale in quelle che il presidente ha definito, senza mezzi termini, "zone di guerra". Una definizione che, pronunciata nello Studio Ovale, ha equiparato il tessuto urbano di Chicago a scenari ben più conflittuali, arrivando a sostenere che persino in Afghanistan certi livelli di criminalità susciterebbero stupore.
La sfida legale dell'Illinois
La risposta delle autorità locali non si è fatta attendere e si è materializzata in un ricorso presentato a una corte federale, con il quale si intende bloccare il dispiegamento dei militari. La base giuridica della contestazione poggia sulla presunta violazione dei poteri statali, poiché lo schieramento della Guardia Nazionale, di norma, richiederebbe il consenso del governatore, il quale ha espresso la sua netta opposizione. La mossa legale segue di poche ore il respingimento, da parte di un giudice federale, di un analogo tentativo in Oregon, sebbene in quel caso la richiesta sia stata considerata una forzatura costituzionale.
I dettagli del dispiegamento militare
A dare concretezza giuridica alle preoccupazioni dell'Illinois ha contribuito un memorandum del Dipartimento della Difesa, depositato proprio nel procedimento dell'Illinois, il quale ha rivelato i dettagli operativi dell'ordine presidenziale. Dal documento emerge che Trump ha disposto l'invio di quattrocento membri della Guardia Nazionale del Texas verso Chicago e altre città, lasciando intravedere la possibilità di un loro utilizzo anche in altre località, laddove ritenuto necessario. A questo si aggiunge l'ordine di "federalizzare" centinaia di unità già appartenenti alla Guardia dell'Illinois, un atto che sottrae il controllo allo Stato.
L'ordinanza del sindaco di Chicago
Parallelamente all'azione giudiziaria, il sindaco di Chicago ha firmato un'ordinanza esecutiva che istituisce delle zone vietate all'ICE, l'agenzia federale per l'immigrazione. Questa misura, sebbene riguardi un ambito diverso, si inserisce in un più ampio contesto di resistenza alle politiche dell'amministrazione centrale, delineando una frattura sempre più profonda tra il governo federale e alcune realtà urbane e statali. La città, quindi, si sta attrezzando su un duplice fronte: da un lato il contrasto all'immigrazione, dall'altro la ferma opposizione a quella che viene percepita come una militarizzazione del territorio.




