Gloria Campaner incanta alla cerimonia di chiusura, il pianoforte e l’eleganza del total white tra i fuochi dello spirito olimpico

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
INTERNO Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Interno Redazione Interno   -   Sotto il cielo stellato di Verona, là dove la pietra rosata dell’Arena fa da scrigno a secoli di spettacolo, il sipario è calato sulle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026 con un gesto artistico di rara intensità. La cerimonia di chiusura, andata in scena domenica 22 febbraio, ha affidato all'arte della musica e della danza il compito di cesellare l'addio ai Giochi, e in questo quadro, volutamente intitolato “Beauty in action”, a rubare la scena è stata lei, la pianista Gloria Campaner, le cui dita hanno danzato sui tasti per accompagnare le evoluzioni aeree dell'étoile Roberto Bolle -2. Un momento, il suo, di pura sospensione temporale: il silenzio delle decine di migliaia di spettatori, rotto solo dalle note che si levavano potenti nel teatro antico, quasi a voler sottolineare quella che il presidente del Coni, Giovanni Malagò, ha definito la riuscita di un'impresa che ha saputo mantenere le promesse fatte al movimento olimpico.

L’immagine di Gloria Campaner, del resto, era essa stessa parte del messaggio estetico che l’Italia voleva lanciare al mondo. La pianista, infatti, ha scelto per l’occasione un completo clean, un total white che ne esaltava la figura eterea in contrasto con le ombre dell’anfiteatro, un abito illuminato però da un dettaglio prezioso e scintillante: un paio di air cuff di diamanti. Questo gusto per l’eleganza misurata, capace di unire la purezza delle linee sartoriali allo sfarzo discreto dei gioielli, ha fatto da contrappunto visivo alla complessità della musica eseguita, un brano composto da Ludovico Einaudi che fondeva la tradizione classica con suggestioni più contemporanee, mentre le creazioni digitali degli artisti Rino Stefano Tagliafierro e Quayola proiettavano la scena in una dimensione onirica -2.

Lo spettacolo, ideato da Filmmaster, è stato un abile gioco di equilibri tra la cultura alta e quella popolare, un percorso che ha saputo spaziare dall’opera lirica — evocata dai personaggi di Madama Butterfly e Aida che prendevano vita da enormi casse — fino alle incursioni nel mondo della musica leggera e del rap di Achille Lauro -8-9. E in questo caleidoscopio di suggestioni, l’esibizione di Campaner ha rappresentato il cuore pulsante della sezione più solenne e malinconica della serata: quello in cui, con l'ausilio di un grande anello luminoso che simulava il sole, Roberto Bolle ha dato vita alla sua prima performance aerea, per poi far calare lentamente il buio sull'Arena mentre i due bracieri, quello di Milano e quello di Cortina, si spegnevano in diretta video, decretando la fine dei Giochi -2.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.