Koné e l'Inter nel destino: da uomo mercato alla doppietta come Totti, ora vola con Gasp

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Redazione Salute Redazione Salute   -   A Londra, Manchester, in Arabia, a Milano o a Madrid. Le voci di mercato non sono più in calendario, appartengono al passato. Le case di Manu Koné sono solo due: l'Olimpico e il Colosseo. E il francese, sempre più centrale nei progetti della Roma, vuole abitarci a lungo e, se possibile, organizzarci dentro nuove feste. Come quelle esaltanti di ieri sera: due gol nel primo tempo contro l'Inter, come erano stati capaci di fare in passato solo Totti (2013), Balbo (1995), Graziani (1986) e Pruzzo (1980).

La doppietta del centrocampista classe 2001 ha illuminato l'Olimpico, spingendo i giallorossi sul 2-0 prima dell'intervallo. Il primo sigillo è arrivato al 6' su assist di Molina, il raddoppio al 37' da pochi passi, con la rete inizialmente annullata per fuorigioco e poi convalidata dopo un lungo controllo al Var. Un uno-due che aveva illuso la Roma e fatto sognare i sessantaseimila presenti, prima della reazione nerazzurra firmata da Lautaro Martinez nella ripresa.

Prima di Koné, soltanto Pruzzo, Graziani, Balbo e Totti erano riusciti a realizzare due reti in un primo tempo contro l'Inter con la maglia della Roma. Un club ristretto, quello dei giocatori capaci di segnare una doppietta nel primo tempo ai nerazzurri all'Olimpico, che il francese ha adesso allargato. La prestazione contro i campioni d'Italia è andata però oltre i due gol: tanti contrasti, palloni recuperati e strappi che hanno dato l'impressione di azzerare la superiorità numerica dei centrocampisti avversari.

Muscoli, intensità e, adesso, anche gol: un ultimo elemento aggiunto a un repertorio che lo rende sempre più completo.

Dietro quella doppietta c'è anche una storia di mercato. Due estati fa, l'allora tecnico dell'Inter aveva individuato proprio in Koné l'elemento in grado di aggiungere fisicità a un centrocampo qualitativo come quello nerazzurro. Furono giorni concitati, durante i quali il popolo giallorosso non aveva digerito la possibilità che il francese potesse partire. Alla fine i Friedkin, su consiglio di Ranieri, bloccarono tutto. Così come, nelle ultime ore dell'ultima sessione di mercato, la Roma non ha preso in considerazione l'uscita di Koné in direzione Londra.

Il tecnico della Roma, Gian Piero Gasperini, ha spiegato la scelta di sostituire Koné dopo un'ora di gioco: «Era indubbiamente calato. Non ha ancora i 90': è fondamentale per noi, ma ha fatto il Mondiale fino alla fine e la tenuta fisica non è quella del girone d'andata dell'anno scorso». Parole che delineano il profilo di un giocatore prezioso ma ancora da gestire con attenzione, in un calendario che dopo la sosta diventerà particolarmente impegnativo.

La prestazione della Roma resta comunque di alto livello, trascinata anche e soprattutto da un Koné in formato mostro. Il pari con l'Inter, maturato dopo il 2-0 iniziale, lascia un po' di rammarico nello spogliatoio, come ammesso anche da Soulé, ma è stato lo stesso Gasperini a ritirare su il gruppo: «Quel gol a inizio ripresa ha dato energie a loro, che a fine primo tempo erano in difficoltà. Usciamo dalla gara consapevoli di aver fatto passi avanti importanti».

La partita ha mostrato due volti della Roma: un primo tempo di dominio territoriale, con spazi importanti sfruttati ogni volta che i giallorossi ripartivano, e una ripresa di sofferenza dopo il gol di Lautaro al 46'. «Il primo tempo indubbiamente avevamo spazi importanti, ogni volta che ripartivamo potevamo essere pericolosi», ha analizzato Gasperini. «Il gol nella ripresa ha messo molte energie a loro e apprensione a noi. Ho dovuto cambiare dietro per la fatica, anche Balerdi è dovuto uscire e questo è un peccato».

I cambi hanno pesato sull'economia della gara: fuori Koné, Mancini e Molina al 60', poi Balerdi al 66' per crampi, con la difesa costretta a modificarsi proprio nel momento in cui l'Inter alzava il ritmo. Malen ha avuto l'occasione del 3-1 nel secondo tempo, sprecandola, mentre dall'altra parte Svilar ha tenuto in piedi il risultato con un miracolo su Thuram prima del pareggio definitivo firmato Lautaro al 79'.

Roma e Inter restano così appaiate in testa alla classifica a 13 punti, entrambe ancora imbattute. Per Gasperini, che non è riuscito a sfatare il tabù di una vittoria contro i nerazzurri che manca da otto anni, resta la consapevolezza di una squadra cresciuta: «Dobbiamo essere consapevoli che in certe condizioni riusciamo a essere veramente una buona squadra pericolosa, anche dal punto di vista atletico e fisico».

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