Il televoto guida la serata delle cover tra codici, costi e la corsa alla classifica finale
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La macchina del Festival di Sanremo 2026, giunta al suo sessantaseiesimo atto, si appresta a vivere uno dei suoi momenti più densi di significato popolare e di richiamo per il grande pubblico: la quarta serata, quella dedicata alle cover e ai duetti. Venerdì 27 febbraio, il Teatro Ariston si trasforma in un palcoscenico dove la memoria musicale si intreccia con le sfide del presente, e dove il meccanismo del televoto torna a essere l’ingranaggio fondamentale per determinare le preferenze della platea domestica. Il pubblico, chiamato a esprimersi in maniera diretta, ha a disposizione strumenti ben precisi per far sentire il proprio peso, influenzando una classifica parziale che, sebbene non concorra direttamente alla vittoria finale, offre spunti interessanti sull’andamento dei consensi.
Le modalità di espressione del voto, ormai consolidate negli anni, ripropongono un sistema collaudato che unisce immediatezza e partecipazione. Ogni esibizione, man mano che gli artisti salgono sul palco dell'Ariston, viene associata a un codice numerico di due cifre comunicato tempestivamente da Carlo Conti. I telespettatori che desiderano sostenere una particolare interpretazione possono agire attraverso due canali distinti: l'invio di un messaggio SMS al numero 4754751, riportando nel testo il codice del proprio preferito, oppure la chiamata da rete fissa al numero 894001, seguita dalla digitazione dello stesso codice tramite la tastiera del telefono. Si tratta di un’operazione che, pur nella sua semplicità esecutiva, ha un costo definito per l’utente, quantificabile in 0,50 euro per ciascun SMS inviato e in 0,51 euro per ogni chiamata valida effettuata dal fisso, con la precisazione che non è consentito esprimere più di tre preferenze nella medesima sessione di voto.
Il sistema di valutazione complessivo, che determina la classifica della serata, non si affida esclusivamente al verdetto popolare, ma bilancia il peso delle diverse anime che compongono il votante del Festival. L’architettura del giudizio, per questa quarta puntata, vede il televoto incidere per una quota del trentaquattro per cento, una fetta maggioritaria ma non assoluta, affiancata da due componenti ciascuna al trentatré per cento: la giuria della Sala Stampa, Tv e Web e la giuria delle Radio. Questa combinazione di pesi specifici mira a creare un equilibrio tra il gusto popolare e quello più tecnico o critico, garantendo una graduatoria che è il frutto di una mediazione tra pulsioni emotive e valutazioni più ponderate. Tra gli accoppiamenti che hanno catalizzato l'attenzione della vigilia, spiccava quello tra Luchè e Gianluca Grignani, intenti a ripercorrere le note di "Falco a metà", un brano capace di evocare ricordi personali e collettivi, in una sinergia artistica che metteva insieme generazioni diverse della musica italiana.
Parallelamente al meccanismo del voto e alle performance sul palco, l’edizione 2026 del Festival sta registrando numeri di ascolto che disegnano un percorso in crescita dopo un avvio interlocutorio. La terza serata, andata in onda giovedì 26 febbraio, ha fatto segnare un deciso incremento rispetto alla precedente, attestandosi su una media di 9.543.000 spettatori e raggiungendo un picco di share del 60,6%. Questo dato, che rappresenta il miglior risultato per una terza serata nell’era delle cinque puntate, segna un recupero significativo dopo i 9.053.000 spettatori con il 59,5% di share della seconda serata, confermando la capacità della kermesse di riprendersi e di consolidare la propria presa sul pubblico. Un traino che potrebbe rivelarsi decisivo per la riuscita della serata delle cover, tradizionalmente vissuta come una festa della musica e delle contaminazioni.




