Mondiali 2026, l’Azteca tra calcio che celebra e striscioni che accusano: il Messico si gioca anche la sua credibilità

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Figlio di un vulcano, come gran parte delle cose autentiche in questo paese, lo stadio Azteca – costruito con pietra lavica e cemento armato dagli architetti Pedro Ramirez Vasquez e Rafael Mijares – pesa fisicamente e simbolicamente sulle spalle di chi lo calpesta.

«È come avere un monumento sulle spalle», la celebre frase di Enrico Albertosi, quel portiere che qui dovette subire le folate di un'epoca calcistica irripetibile, suona oggi più attuale che mai. raiplay +3

I due progettisti, già artefici del Museo Nacional de Antropologia, girarono l'Europa per studiare gli stadi più celebri, passando anche da Roma prima di tornare a Città del Messico e decidere, testardamente, di fare di testa loro.

Il risultato fu una struttura da oltre centomila spettatori, un tripudio di archi monumentali, tre anelli sovrapposti e una ragnatela di tunnel così vasti e dispersivi da farci morire di fame e di sete; eppure, proprio lì, a poche ore dal fischio d'inizio dei Mondiali 2026, si celebra l'inaugurazione di una delle edizioni più discusse della Coppa del Mondo. mediaset +3

«Anche questo è in gioco», la politica che scende in campo dalla Estela de Luz

Se si alza lo sguardo, oltre il perimetro luccicante dell'impianto che ospita la cerimonia – con la regia italiana di Marco Lollobrigida e le telecronache di Stefano Bizzotto affiancato da Andrea Stramaccioni –, l'orizzonte appare segnato da un monito inquietante.

Dall'alto della Estela de Luz, il monumento eretto per celebrare il bicentenario dell'indipendenza messicana, un enorme striscione domina la città con una scritta che non lascia spazio a interpretazioni: «Anche questo è in gioco». orizzontescuola +3

Sotto quella frase, una lista di rivendicazioni incrina senza appello la narrazione patinata con cui il paese si presenta al mondo: si chiede «Migrazione con dignità», «Giustizia ambientale», uno «Stop alle armi» e, in modo particolarmente toccante, «Giustizia per i desaparecidos», perché «Le persone prima del commercio».

Le organizzazioni – oltre un centinaio tra messicane e statunitensi, annoverando Amnesty International e Greenpeace – hanno scelto questa data per ricordare al mondo che lo sport non cancella le emergenze. ilmanifesto +3

Lotte sociali e record mondiali: la festa distopica nella capitale

A una manciata d'ore dal calcio d'inizio del match tra Messico e Sudafrica – in programma questa sera alle 21 italiane – Città del Messico trattiene il fiato, assomigliando più a una festa dai contorni distopici che a una semplice vigilia di sport.

Mentre gli insegnanti mantengono lo sciopero e anzi intensificano la protesta per strada, migliaia di cittadini hanno nel frattempo battuto il record Guinness formando la più grande "ola umana" mai registrata. diretta +3

C'è chi sfila vestito da Catrina, quelle iconiche figure scheletriche della tradizione legata al Giorno dei Morti, e chi ha ricoperto i viali di un arancione acceso grazie alla massiccia presenza di cempasúchil, il fiore portato appositamente per abbellire e profumare la città in onore dell'evento. Una scollatura profonda, quella tra il disagio sociale denunciato dai collettivi e la voglia di spettacolo delle masse, che trova il suo epicentro proprio allo stadio Azteca. ilmanifesto +3

Uno stadio tra gloria e sparizioni: il calcio sotto la lente dei desaparecidos

Lo stadio che apre le porte allo show – e che vedrà esibirsi Shakira e Burna Boy con l'inno "Dai Dai" – è lo stesso che custodisce memorie contrastanti. Per gli italiani resta impresso, certamente, per le gesta eroiche e le imprese indimenticabili, ma non si può dimenticare che il contesto in cui sorge è quello di un paese afflitto da una piaga terrificante. mediaset +3

Le "sparizioni forzate" hanno consegnato al Messico un vero e proprio "cartellino rosso" dal punto di vista dei diritti umani, una piaga che le organizzazioni non vogliono vedere messa in ombra dai riflettori della coppa del mondo. raiplay +3

Se l'Azteca è pronto a saldare tutte le sue contraddizioni in una sola notte, da una parte la Rai – che trasmette l'evento in alta definizione su Rai 4K e su Rai 1 – offre le immagini di un paese che vuole stupire, mentre dall'altra i manifestanti ricordano che proprio sotto quei tunnel, quella ragnatela di cemento di cui parlava Albertosi, esistono voragini sociali ben più profonde del divario tecnico tra due squadre. mediaset +3

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