Petrolio: prosegue il rialzo, Brent sopra 96 dollari al barile (+2,1%)

Milano, 23 lug - Sale ancora il valore del greggio, spinto dalle notizie in Medio Oriente dove vanno avanti gli attacchi incrociati tra Usa e Iran. Il prezzo del Brent si attesta a 96,13 dollari al barile in progresso del 2,1%, mentre il wti passa di mano a 88 dollari (+1,3%). emi-. Gli ultimi video Radiocor (RADIOCOR) 23-07-26 08:08:47 (0116)ENE 3 NNNN (Il Sole 24 ORE)

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C’è una discrepanza nel mercato mondiale del petrolio ed è destinata a diventare uno dei fattori geopolitici rilevanti nei prossimi mesi. Da un lato il greggio così come viene estratto dal suolo, dall’altro i prodotti derivati da questo che entrano nei serbatoi di veicoli, navi, aerei. (Corriere della Sera)

Prosegue il recupero delle quotazioni del petrolio sui mercati internazionali delle materie prime, con entrambe le principali qualità di greggio in rialzo nelle contrattazioni di questa mattina. Prezzo del petrolio in rialzo: Wti a 87,95 dollari al barile (+1,29%) e Brent a 95,78 dollari (+1,82%) nelle contrattazioni di questa mattina. (SoldiOnline.it)

I timori di un'escalation del conflitto e di una possibile risposta degli Stati Uniti hanno spinto i prezzi delle materie prime ai massimi degli ultimi mesi, indebolendo al contempo il dollaro. Brent ai massimi da giugno La situazione attorno alla strategica rotta marittima dello stretto di Bab el-Mandeb si sta rapidamente deteriorando. (XTB.com)

Le Borse di oggi 23 luglio. Europa apre debole in attesa della Bce

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Petrolio, il Brent accelera e torna a toccare i 100 dollari al barile (Teleborsa) - I prezzi del petrolio sono tornati a salire rapidamente verso quota 100 dollari al barile, dopo che i militanti Houthi, sostenuti da Teheran, hanno rivendicato gli attacchi a due petroliere saudite nel Mar Rosso, minacciando un'altra importante rotta per i flussi petroliferi e alimentando i timori di un'ulteriore escalation del conflitto tra Stati Uniti e Iran (Teleborsa)

ROMA – Le azioni asiatiche sono salite grazie all'aumento dei produttori regionali di chip, in previsione di benefici derivanti dai miliardi di dollari investiti nello sviluppo dell'intelligenza artificiale. (la Repubblica)