Giovane accoltellato a Varcaturo, gestori del lido: «Non possiamo sostituirci allo Stato»

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’allarme sul caos che regna lungo la fascia costiera tra Giugliano e Castel Volturno, soprattutto nei mesi estivi, era stato lanciato più volte. Ma quanto accaduto ieri dimostra come quelle denunce siano cadute nel vuoto. In quel tratto di litorale, ogni weekend da maggio a settembre, si riversano decine di migliaia di persone, bagnanti di ogni età, attratti dal mare e dalla movida. Un flusso incessante che, in assenza di controlli adeguati, trasforma la spiaggia in un terreno fertile per tensioni e violenze.

Nicola Mitri, 18 anni, originario di Mugnano, è morto dopo essere stato colpito da due fendenti al torace durante una rissa scoppiata nel lido “Palma Rey”, uno dei più frequentati della zona. Con lui c’era Salvatore Sannino, anche lui di Mugnano, già noto alle forze dell’ordine. I due si conoscevano da tempo e frequentavano le cosiddette “palazzine”, area nota per essere una delle piazze di spaccio più attive dell’hinterland napoletano. Quello tra loro, però, non era un semplice rapporto tra coetanei: i motivi del litigio restano ancora da chiarire, ma i segnali di un conflitto latente c’erano già da tempo.

«È successo tutto all’improvviso», racconta Claudio, un giovane di 18 anni che si trovava sul posto e ha tentato di soccorrere Nicola. «Quel ragazzo è caduto a terra, perdeva sangue. Mi fissava negli occhi, era come se mi implorasse di salvarlo». Claudio, nuotatore provetto e habitué del lido, non avrebbe mai immaginato di trovarsi in una situazione del genere. La scena si è consumata sotto gli occhi di decine di persone, tra cui molti minorenni, mentre la folla si accalcava davanti ai banconi del bar.

I gestori del “Palma Rey”, interpellati, hanno alzato le mani: «Noi facciamo quello che possiamo, ma non possiamo sostituirci allo Stato». Una risposta che suona come un’ammissione di impotenza di fronte a un territorio lasciato a sé stesso, dove l’assenza di un presidio costante delle forze dell’ordine rende inevitabili gli episodi di violenza. Quello di ieri non è un caso isolato, ma l’ultimo di una serie che, estate dopo estate, si ripete con tragica regolarità.

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