Bengala occidentale, 433 arresti per le violenze post-elezione: il bilancio degli scontri
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Redazione Esteri
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La polizia del Bengala occidentale ha messo a segno un’operazione massiccia, con 433 persone finite in manette in seguito alle violenze che hanno accompagnato la chiusura delle urne locali e la conseguente proclamazione dei risultati; un dato, questo, confermato dai media locali che citano il dirigente Siddhnath Gupta, il quale ha dovuto gestire una situazione di tensione cresciuta rapidamente nei giorni immediatamente successivi al voto.
Tra gli episodi più gravi, che hanno trasformato la festa per la vittoria elettorale in un bagno di sangue per certi versi annunciato vista la storicità dell’evento, si registrano almeno due omicidi direttamente collegati alla resa dei conti tra le fazioni opposte, ma alcune fonti, come riporta la stampa indiana, parlano di un bilancio che potrebbe arrivare fino a cinque vittime se si considerano tutti gli episodi violenti degli ultimi giorni.
L’agguato a Kolkata e la vittima del Bjp
Una delle vittime, in particolare, appartiene al partito di governo indiano, il Bjp: si tratta di un attivista ucciso a colpi d’arma da fuoco nella notte a poca distanza da Kolkata, l’ex Calcutta; secondo le prime ricostruzioni fornite dai media nazionali, la vittima ricopriva il ruolo di assistente del leader locale del partito, un dettaglio che alimenta ulteriori interrogativi sulla natura pianificata dell’aggressione. I killer, come si legge nei rapporti investigativi, hanno agito con un certo cinismo, bloccando il veicolo dell’uomo con delle moto prima di fare fuoco, e lasciandolo esanime sul luogo dell’agguato.
L’ondata di violenza post-voto, che ha spinto le forze dell’ordine a registrare più di 200 denunce formali (i cosiddetti Fir), non accenna a placarsi, anzi, si teme possa estendersi ad altre aree sensibili del distretto; oltre agli arresti, le autorità hanno predisposto misure preventive per oltre mille persone, cercando di arginare un fenomeno che rischia di minare la legittimità del risultato elettorale.
La sfida elettorale e le urne nel Bengala
Il contesto in cui maturano questi scontri è quello delle elezioni legislative locali nel Bengala occidentale, uno Stato indiano che supera i 100 milioni di abitanti e che rappresenta un crocevia fondamentale per la politica nazionale. In quest’area si è svolta la seconda fase della tornata elettorale, mentre nella prima fase, datata 23 aprile, si era già votato per eleggere 152 deputati; oggi, invece, si completerà l’iter con la designazione dei restanti 142 rappresentanti in alcuni distretti strategici, incluso quello di Kolkata.
Questa competizione politica si inserisce in un quadro più ampio di rinnovo delle assemblee locali, che ha interessato anche altri Stati come l’Assam, il Kerala e il Tamil Nadu, oltre al Territorio di Puducherry, ma è nel Bengala occidentale che la posta in gioco era più alta, trasformando ogni seggio in una trincea da difendere o conquistare.
La vittoria di Modi e la stretta sull’energia
Il partito del premier indiano, uscito vittorioso dalle regionali sia in Bengala occidentale che in Assam, vede in questi risultati un’importante boccata d’ossigeno per una leadership che, nei mesi scorsi, aveva dovuto affrontare diverse difficoltà sul fronte internazionale. La situazione internazionale rimane tesa, in particolare per ciò che concerne la crisi energetica che si profila all’orizzonte a causa della chiusura dello Stretto di Hormuz, una variabile geopolitica che pesa sulle scelte di ogni esecutivo e che rende la stabilità interna un valore aggiunto non trascurabile.
Se il 4 maggio 2026 verrà ricordato come una data spartiacque nella storia del Paese, il merito – o la responsabilità – è da attribuire al risultato straordinario ottenuto dal Bjp, la destra hindu che non è mai apparsa così egemone come in questa tornata elettorale. Ora che il partito guidato da Narendra Modi governa anche in Bengala occidentale, l’attenzione si sposta sulla gestione di una transizione politica travagliata, dove la riconciliazione appare più difficile della semplice conta dei seggi vinti.




