Auto cinesi, vendite in forte crescita anche nella Bergamasca
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Le auto cinesi guadagnano rapidamente spazio anche nella Bergamasca, seguendo una crescita che nel 2026 sta modificando gli equilibri del mercato automobilistico italiano. In provincia di Bergamo il fenomeno aveva già assunto dimensioni significative lo scorso anno: tra gennaio e la fine di agosto erano state immatricolate 909 vetture riconducibili alla produzione del Dragone, per una quota vicina al 6% del totale. Il dato locale si inserisce in un'espansione molto più ampia, sostenuta dall'arrivo di nuovi marchi, dall'aumento dei modelli disponibili e dalla crescente presenza delle Case asiatiche nei segmenti elettrico, ibrido e plug-in.
Dal 4,8% al boom del 2026 sul mercato italiano
La velocità dell'avanzata emerge soprattutto confrontando le quote conquistate nel giro di pochi anni. Nel 2024 le vetture Made in China rappresentavano il 4,8% del mercato nazionale; l'anno successivo la percentuale era salita all'8,4%, con oltre 128mila veicoli venduti. Nei primi mesi del 2026 l'incidenza ha compiuto un altro salto: nel primo quadrimestre una nuova automobile immatricolata in Italia su otto apparteneva a un marchio cinese, mentre a luglio la penetrazione delle vetture prodotte in Cina ha raggiunto livelli ancora superiori. Si tratta quindi di una crescita avvenuta mentre il settore automobilistico europeo attraversa contemporaneamente la transizione verso le nuove motorizzazioni.
I dati più recenti mostrano quanto l'accelerazione sia diventata marcata. A luglio sono state immatricolate in Italia 17.622 automobili Made in China, equivalenti al 14,3% del mercato mensile e in aumento di circa il 58% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Considerando i primi sette mesi, le unità hanno superato quota 158mila e la loro incidenza è arrivata al 14,9%. Il volume risulta quasi doppio rispetto a quello registrato nello stesso intervallo del 2025. La progressione non riguarda quindi soltanto singoli mesi particolarmente favorevoli, ma interessa ormai una porzione consistente delle nuove immatricolazioni nazionali.
MG, BYD, Omoda, Jaecoo e Leapmotor spingono la crescita
Dietro l'espansione non c'è un unico costruttore. Nel corso del 2025 MG aveva totalizzato 49.904 immatricolazioni in Italia, davanti a BYD con 23.621 vetture; Omoda e Jaecoo, marchi legati al gruppo Chery, avevano raggiunto complessivamente 15.540 unità, mentre Leapmotor era arrivata a 7.469. A questi si affiancano altri operatori e modelli di origine cinese, creando un'offerta molto più articolata rispetto a quella presente soltanto pochi anni fa. L'aumento del numero di concorrenti consente ai produttori asiatici di presidiare fasce di prezzo, dimensioni e alimentazioni differenti, senza concentrare la propria presenza esclusivamente sulle automobili elettriche.
Proprio le motorizzazioni elettrificate costituiscono uno dei terreni sui quali l'industria cinese ha aumentato maggiormente la propria presenza internazionale. Il fenomeno coinvolge veicoli completamente elettrici e plug-in, ma l'espansione commerciale si è estesa progressivamente al resto della gamma. In Cina, contemporaneamente, i produttori devono confrontarsi con consumi interni più deboli, una lunga guerra dei prezzi e una capacità produttiva superiore alla domanda domestica. I mercati esteri hanno così assunto un peso crescente nelle strategie industriali e commerciali delle Case, con l'Europa diventata una delle principali aree di espansione.
La crescita cinese accelera anche nel mercato europeo
Il cambiamento è visibile anche su scala continentale. Tra gennaio e aprile 2026 i marchi cinesi hanno rappresentato circa il 6% delle immatricolazioni nell'Unione europea, contro il 3,2% dello stesso periodo dell'anno precedente. Allargando il perimetro al mercato europeo comprendente Regno Unito e Paesi Efta, la quota è salita dal 3,7% al 7,3%. Nello stesso quadrimestre BYD ha aumentato le registrazioni nell'Ue del 152,9%, superando 71.850 unità; Chery, attraverso Omoda, Jaecoo e Jetour, è cresciuta del 267,1%, oltrepassando quota 48.350, mentre Leapmotor ha registrato un incremento del 558,8% con più di 28.700 vetture.
La progressione europea ha accelerato ulteriormente a giugno. Considerando Geely Group, BYD, SAIC Motor, Chery Automobile e Leapmotor, i principali gruppi cinesi hanno aumentato i volumi mensili dell'85,6% rispetto a dodici mesi prima, portando la propria quota dal 6,4% al 10,5%. Nel primo semestre le loro immatricolazioni hanno raggiunto circa 550mila unità, pari al 9,3% del mercato. Parallelamente il settore europeo dell'auto ha registrato una forte crescita delle vetture elettriche: a luglio le registrazioni BEV sono aumentate del 51% fino a 279.800 unità, conquistando il 24,9% delle nuove immatricolazioni continentali.
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