Roma, accoltellamento mortale a piazza San Giovanni Battista della Salle: fermati tre uomini, sono tutti extracomunitari
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Redazione Interno
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Il primo pomeriggio di questa domenica, intorno alle 13.45, un delitto è stato consumato in un’area pubblica del quadrante ovest della Capitale, precisamente in piazza San Giovanni Battista della Salle, una zona che confluisce nel più vasto quartiere Cornelia e che, da qualche tempo, è al centro dell’attenzione per episodi di microcriminalità. Un uomo, la cui identità è ancora al vaglio degli inquirenti perché, come emerso dalle prime verifiche, era sprovvisto di documenti, è stato raggiunto da un fendente al costato, un colpo inferto con un’arma da taglio che non gli ha lasciato scampo. La dinamica, secondo quanto ricostruito dai militari dell’Arma, sarebbe maturata al culmine di una lite, una discussione probabilmente sorta per futili motivi e degenerata in pochi istanti in violenza letale, davanti agli occhi di alcuni passanti e clienti di un supermercato lì vicino, che hanno poi allertato i soccorsi.
La risposta degli investigatori e il fermo di tre indagati
Immediata è scattata la macchina delle indagini, coordinata dai carabinieri del Nucleo Radiomobile e della Compagnia di Roma San Pietro, che si sono precipitati sul luogo dell’aggressione. I rilievi tecnico-scientifici, condotti per cristallizzare la scena del crimine e raccogliere ogni possibile traccia, si sono incrociati con le prime testimonianze oculari e, elemento cruciale, con l’acquisizione delle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nell’area. Proprio l’analisi di questi filmati, come si è appreso in serata, ha permesso agli inquirenti di compiere un deciso passo avanti: le telecamere avrebbero inquadrato la vittima arrivare sul posto insieme ad altre persone, con le quali poi sarebbe nato il diverbio. Sulla base di questi elementi, i carabinieri hanno rintracciato e fermato tre uomini, tutti extracomunitari come il giovane ucciso; la loro posizione, al momento, è al vaglio dell’autorità giudiziaria. Secondo quanto ricostruito, si tratterebbe di due egiziani di 20 e 23 anni e di un algerino di 19 anni, uno dei quali sarebbe stato bloccato nei pressi della stazione Tiburtina.
I precedenti del territorio e le reazioni alla violenza
L’efferato episodio ha riacceso i riflettori su una zona, quella di Circonvallazione Cornelia, che da mesi vive una situazione di tensione. Non è la prima volta, infatti, che i residenti e i commercianti dell’area segnalano la presenza costante e invasiva di gruppi dediti allo spaccio e ad altre attività illecite, una vera e propria occupazione del suolo pubblico che aveva già portato, nelle scorse settimane, a richieste formali di interventi più incisivi da parte delle forze dell’ordine. A parlare di “assedio” e di un quartiere lasciato in balia di bande violente era stato, già prima di oggi, Daniele Giannini, ex presidente del XIII Municipio, il quale aveva documentato con video e testimonianze il degrado e la paura dei cittadini. Oggi, quel timore si è materializzato in un omicidio consumato in pieno giorno, un fatto che rappresenta un salto di qualità nella gravità della cronaca locale e che spinge le associazioni, come “Noi siamo Roma”, a chiedere un cambio di passo radicale, non più interventi emergenziali ma una strategia di sicurezza urbana strutturale e continuativa.
Un contesto di degrado e la difficoltà di identificazione
La vittima, un uomo di origine egiziana di appena 21 anni, non è stata ancora formalmente identificata proprio a causa dell’assenza di documenti, un dettaglio che complica le procedure di riconoscimento e che, allo stesso tempo, restituisce l’immagine di un contesto sociale complesso, fatto di persone che vivono ai margini. La lite, il cui movente rimane al centro degli accertamenti, potrebbe essere maturata all’interno di dinamiche di spaccio o per questioni personali legate alla convivenza forzata in un territorio già provato; le indagini dei carabinieri, supportate dalla sezione rilievi del Nucleo Investigativo, stanno ora cercando di chiarire l’esatta dinamica e il ruolo specifico di ciascuno dei fermati. La piazza, intanto, è rimasta a lungo isolata per consentire i rilievi, in un clima di sconcerto tra i residenti, costretti ad assistere all’ennesimo episodio di violenza che trasforma un luogo di transito quotidiano in teatro di un omicidio.




