Bonus mobili ed elettrodomestici, guida alla richiesta per il 2026
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Redazione Economia
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Chi, nel corso del 2025 o del 2026, abbia intrapreso lavori di ristrutturazione edilizia beneficiando delle relative detrazioni, può accedere anche all’agevolazione per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici, un sostegno che il legislatore ha confermato per l’anno in corso. La misura, il cui funzionamento è stato precisamente delineato, si applica a un tetto di spesa massimo di cinquemila euro, erogando un’aliquota di detrazione fiscale del cinquanta per cento in dieci rate annuali di pari importo. Una peculiarità non trascurabile, che contraddistingue questo incentivo da altri, è la sua estensione anche agli immobili utilizzati come seconde case, a patto che sussista il requisito dei lavori di riqualificazione. Non sono invece ammessi, come chiarito dalla normativa vigente, gli interventi per la semplice sostituzione di generatori di calore a gas a condensazione, esclusi dal perimetro del bonus a partire dallo scorso anno.
Il collegamento necessario con la ristrutturazione
Il beneficio, che non costituisce uno strumento autonomo, è infatti vincolato in modo indissolubile alla fruizione della detrazione per le ristrutturazioni edilizie. In altri termini, la possibilità di detrarre metà della spesa sostenuta per un nuovo divano, un letto o una lavatrice nasce esclusivamente dall’aver eseguito, nello stesso immobile, lavori di manutenzione straordinaria, di restauro o risanamento conservativo per i quali sia stato richiesto il bonus edilizio. La documentazione da conservare, fondamentale in caso di verifica da parte dell’Agenzia delle Entrate, deve quindi comprendere sia le fatture relative agli acquisti degli arredi – che devono recare la specifica dicitura del bonus – sia tutta la certificazione attestante l’avvenuta esecuzione dei lavori strutturali, compresa la relativa comunicazione all’amministrazione comunale.
Il panorama complessivo degli incentivi per l’abitazione
Il bonus mobili si inserisce in un quadro più ampio di agevolazioni fiscali per la casa, ridefinito dalla legge di Bilancio dello scorso dicembre. Oltre alla detrazione per le ristrutturazioni, rimangono infatti operativi per il 2026 l’ecobonus, dedicato agli interventi per l’efficienza energetica, e il sismabonus, finalizzato all’adeguamento antisismico degli edifici. Sono invece definitivamente cessate, come previsto, le misure straordinarie legate al superbonus al 110 per cento, così come il bonus per l’eliminazione delle barriere architettoniche. Questo ridisegno riporta il sistema a un’impostazione ordinaria, concentrando le risorse su un ventaglio di incentivi, ciascuno con le proprie regole e le proprie percentuali di detrazione, che i contribuenti possono pianificare con un orizzonte certo.
Altri sostegni per le utenze domestiche
Parallelamente alle detrazioni per gli interventi sull’immobile, proseguono inoltre, senza modifiche nelle condizioni di accesso, i cosiddetti bonus sociali per le bollette di luce e gas. L’autorità di regolazione dell’energia ha infatti già aggiornato, a fine dicembre, gli importi dell’agevolazione per l’anno corrente, destinata a nuclei familiari con reddito basso o in condizioni di disagio fisico. Si tratta di uno sconto diretto applicato in fattura, il cui meccanismo resta immutato e che rappresenta un sostegno complementare, volto ad alleviare le spese di gestione quotidiana della casa, distinto e separato dagli incentivi una-tantum per lavori e acquisti.




