Norris domina le qualifiche in Messico, Ferrari in prima e seconda fila
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Redazione Sport
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Sotto il sole cocente di Città del Messico, Lando Norris ha trasformato la sua prestazione, già ottima nelle libere, in un'autentica dichiarazione d'intenti, sigillando con un giro da 1:15.586 la pole position per il Gran Premio del 2025. Un risultato, il suo, che non ammette repliche, costruito sull'Autodromo Hermanos Rodríguez con una precisione chirurgica e un ritmo che ha lasciato poco spazio alle ambizioni degli avversari. Il pilota della McLaren, il cui feeling con la pista era emerso in maniera netta fin dalle sessioni di test, ha infatti inflitto un distacco significativo, il quale, se da un lato consacra il momento di forma della scuderia di Woking, dall'altro impone una riflessione sul reale equilibrio di forze in vista della gara. Una dimostrazione di forza che, sebbene parziale, delinea un panorama competitivo dove la lotta per la vittoria sembra poter coinvolgere più protagonisti di quanto i distacchi in qualifica lascino intendere.
Le Ferrari alle calcagna della McLaren
A fare da contraltare alla supremazia di Norris, che centra così la quattordicesima pole in carriera, è stato il consistente riscatto della Scuderia Ferrari, la quale è riuscita a piazzare entrambe le sue vetture nelle immediate retrovie del britannico. Charles Leclerc, staccato di duecentosessantadue millesimi, ha agguantato la seconda piazza, chiudendo così la prima fila e dimostrando come la monoposto italiana possieda un potenziale ragguardevole sul tracciato messicano. A completare un quadro incoraggiante per il team di Maranello, Lewis Hamilton si è issato al terzo posto, a trecentocinquantadue millesimi dal tempo di riferimento, assicurandosi un posto in seconda fila accanto a George Russell, il quale, con la sua Mercedes, ha confermato la competitività della squadra tedesca in questa fase di campionato.
Le delusioni a ridosso della top five
Se la parte alta della griglia di partenza è stata appannaggio di McLaren e Ferrari, non si può certo affermare lo stesso per altri team che pure ambivano a posizioni di maggior rilievo. Max Verstappen, per esempio, ha dovuto accontentarsi della quinta piazza, un piazzamento che costringe il pilota della Red Bull a guardare la lotta per la vittoria da lontano, almeno in base a quanto mostrato in qualifica. Una situazione di difficoltà, la sua, che si è rivelata ancor più amara per Oscar Piastri, il cui weekend è stato segnato da prestazioni al di sotto delle aspettative, finendo per essere escluso dalla zona calda della griglia e aggiungendosi così alla lista delle delusioni di questa sessione.
Il peso della statistica sulla gara
La storia del Gran Premio del Messico, che qualcuno ama definire "maledetto" per chi parte in pole position, aggiunge un ulteriore livello di suspense all'appuntamento di domani. Se si considerano anche le edizioni disputate fino al 1992, quasi la metà delle gare, undici su ventiquattro, sono state vinte dal poleman; un dato che, tuttavia, viene drasticamente ridimensionato se si analizzano soltanto gli ultimi sette appuntamenti, durante i quali il primo in griglia è riuscito a trionfare solo in due occasioni. L'impresa più memorabile rimane quella del 1990, quando un pilota partito addirittura dalla tredicesima posizione riuscì a risalire il campo e a vincere, dimostrando che sul circuito di Città del Messico nulla è mai scontato e che la gara, molto spesso, si decide grazie a una combinazione di strategia, affidabilità e, non ultima, una dose di fortuna.




