Università, la classifica Censis 2026-2027: Padova regna tra i mega atenei, Bicocca prima a Medicina
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Redazione Interno
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Pubblicata la ventiseiesima edizione della Classifica Censis delle Università italiane, un appuntamento ormai consolidato che da oltre un quarto di secolo rappresenta un punto di riferimento per gli studenti alle prese con la scelta dell'ateneo e del percorso di studi più adatto alle proprie aspirazioni.
L'edizione 2026-2027, basata su un'analisi che prende in esame oltre 960 variabili e si articola in 70 diverse graduatorie, offre una fotografia dettagliata del sistema universitario nazionale, valutando parametri che spaziano dalla qualità delle strutture ai servizi offerti, passando per le borse di studio, il livello di internazionalizzazione, la comunicazione digitale e, non meno importante, l'occupabilità dei laureati.
Il primato degli atenei pubblici per dimensione
La graduatoria generale, come da tradizione, suddivide gli atenei statali in categorie omogenee in base al numero di iscritti, per consentire un confronto più equilibrato. Tra i cosiddetti "mega atenei", ovvero quelli con oltre 40.000 studenti, l'Università di Padova si conferma saldamente al primo posto con un punteggio di 91,2, mantenendo la leadership già conquistata nelle precedenti edizioni; alle sue spalle, l'Università di Bologna si classifica seconda con 87,8 punti, mentre la Sapienza di Roma compie un balzo in avanti, salendo al terzo posto con 86 punti e superando l'Università di Pisa, che scende al quarto posto. Nella fascia dei grandi atenei, quelli con un numero di iscritti compreso tra 20.000 e 40.000, è l'Università della Calabria a dettare il passo, confermando il primato con un punteggio di 91,7, seguita dall'Università di Pavia e dall'Università di Cagliari che, con 88,5 punti, scala due posizioni portandosi al terzo posto. Per quanto riguarda i medi atenei statali, che contano tra i 10.000 e i 20.000 studenti, la classifica vede un sorpasso in vetta: l'Università di Sassari, con 93,2 punti, guadagna tre posizioni e si aggiudica il primo posto, scalzando l'Università Politecnica delle Marche, ora seconda, e le Università di Trento e Udine, che condividono il terzo gradino del podio a pari merito. Infine, tra i piccoli atenei statali, con meno di 10.000 iscritti, l'Università di Camerino mantiene un dominio incontrastato, piazzandosi al primo posto con un ottimo punteggio di 95,3, mentre alle sue spalle l'Università di Cassino e l'Università Mediterranea di Reggio Calabria completano il podio.
Il dominio nei politecnici e nelle università non statali
Nel panorama degli atenei non statali e dei politecnici, le posizioni di vertice rimangono sostanzialmente invariate, a testimonianza della solidità di alcuni modelli formativi. Il Politecnico di Milano, con un punteggio complessivo di 100,8, si conferma al primo posto nella sua categoria, seguito a debita distanza dal Politecnico di Torino e dal Politecnico di Bari. Tra le università private, la Luiss Guido Carli si riconferma al vertice tra i grandi atenei non statali (oltre 10.000 iscritti) con un punteggio di 95,8, precedendo l'Università Bocconi e l'Università Cattolica del Sacro Cuore, mentre nella fascia degli atenei privati di medie dimensioni, la Lumsa mantiene la prima posizione. Da segnalare, tra i piccoli atenei non statali, la crescita della Liuc - Università Cattaneo, che conquista il terzo posto assoluto con 90,6 punti, posizionandosi alle spalle della Libera Università di Bolzano e dell'Università Campus Bio-Medico di Roma.
Medicina e Chirurgia: la classifica per singolo corso
Uno degli aspetti più attesi, per la mole di studenti che ogni anno si confrontano con il test d'ingresso, è la classifica dedicata ai corsi di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia. In questa graduatoria, che si basa su parametri come la progressione della carriera degli studenti e i rapporti internazionali, è l'Università di Milano-Bicocca a far segnare un punteggio di 110, che le vale il primato assoluto a livello nazionale.
Alle sue spalle si piazzano l'Università di Pavia con 107 punti e l'Università di Bologna con 97,5, mentre l'Università di Padova e l'Università Statale di Milano completano la top five. Un risultato, quest'ultimo, che conferma come la tradizione e l'alta specializzazione in campo medico siano un patrimonio di molte delle più antiche università italiane, sebbene emergano con forza anche realtà come la Bicocca che, con un approccio innovativo e investimenti mirati, riesce a ritagliarsi un ruolo da protagonista in un settore altamente competitivo.
L'analisi dei singoli atenei e le eccellenze territoriali
Osservando i dati con una lente di ingrandimento, emergono performance di rilievo per diversi atenei che, pur non occupando le primissime posizioni nella classifica generale, si distinguono in specifici indicatori o per singoli corsi di laurea.
È il caso, per esempio, dell'Università dell'Insubria che, pur collocandosi al dodicesimo posto tra i medi atenei statali con un punteggio di 83,2, conquista il secondo posto nazionale nella categoria dell'occupabilità dei laureati, con un punteggio di 105, a testimonianza di una forte capacità di accompagnare gli studenti verso il mondo del lavoro, e il settimo posto per internazionalizzazione.
Un'analoga eccellenza si riscontra nel suo corso di Giurisprudenza, che si posiziona al quinto posto in Italia, e in quello di Odontoiatria e Protesi dentaria, che raggiunge la quinta posizione nazionale. Questi dati confermano come la classifica Censis, più che offrire una semplice graduatoria, si configuri come uno strumento complesso e articolato, capace di restituire una mappa dettagliata delle eccellenze presenti sul territorio, utili a chi deve scegliere non solo l'università, ma anche il percorso di studi più affine alle proprie attitudini.




