La morte dell'influencer Igho Ubiribo dopo un filler penieno a Bangkok: l'autopsia e l'indagine della clinica
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Redazione Esteri
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La vacanza a Bangkok che doveva essere un momento di relax per Igho "Tiny" Ubiribo, imprenditore e influencer britannico di origine nigeriana, si è trasformata in una tragedia lo scorso 6 marzo. L'uomo di 43 anni, conosciuto sui social anche con i nomi di Denisi ed Ego, è deceduto dopo essersi sottoposto a un trattamento estetico per l'aumento delle dimensioni del pene, in un evento che ha scosso i suoi follower, circa 185.000 su Instagram, e che ha spinto le autorità locali ad aprire un'indagine sulla clinica coinvolta.
La dinamica del malore e il tentativo di rianimazione
Secondo la ricostruzione emersa dall'inchiesta condotta dal tribunale di Westminster a Londra, Ubiribo si era recato in una clinica della capitale thailandese il 5 marzo per un intervento di medicina estetica che prevedeva l'iniezione di filler a base di acido ialuronico e lidocaina. Poche ore dopo la procedura, mentre si trovava in un centro massaggi insieme alla moglie Danielle Simba Allen, l'uomo ha iniziato a lamentare forti dolori al petto, perdendo conoscenza per due volte.
Trasportato d'urgenza al Sukhumvit Hospital, i medici hanno sospettato un'embolia polmonare, ma le sue condizioni sono rapidamente degenerate, impedendo di eseguire la tomografia computerizzata necessaria per una diagnosi definitiva. Nonostante i tentativi di rianimazione, protrattisi per oltre un'ora e mezza, Ubiribo è morto.
L'autopsia e il nesso con il trattamento
A fare chiarezza sulle cause del decesso è stata l'autopsia effettuata successivamente nel Regno Unito, che ha individuato nei polmoni della vittima del materiale compatibile con l'acido ialuronico utilizzato durante il trattamento. La coroner Jean Harkin ha stabilito un collegamento diretto tra l'iniezione di filler e l'embolia polmonare che ha causato la morte, definendo il decesso come "conseguenza di una procedura cosmetica all'estero".
La quantità di sostanza iniettata, circa 40 millilitri, e la richiesta di Ubiribo di effettuare la procedura in un'unica soluzione, nonostante il medico avesse consigliato di dividere la dose in due sedute, sono elementi emersi nel corso delle indagini.
L'indagine delle autorità thailandesi e il contesto normativo
In seguito alla diffusione della notizia, le autorità thailandesi hanno avviato un'indagine sulla struttura di Bangkok in cui è stato eseguito l'intervento, con l'obiettivo di verificare la regolarità della licenza e il rispetto dei protocolli sanitari. Un funzionario del ministero della Salute ha confermato che gli inquirenti stanno esaminando la clinica e le procedure adottate, mentre la polizia di Bangkok ha dichiarato di sostenere un approccio di massima cautela in materia di pratiche mediche.
Il caso si inserisce in un contesto normativo che in Thailandia sta diventando più rigoroso: a partire dal 3 luglio 2026, il governo ha infatti imposto ai medici che pubblicizzano servizi estetici l'obbligo di esporre il nome completo e il numero di licenza, per scoraggiare l'attività di professionisti non abilitati.
I precedenti del paziente e i rischi del filler penieno
Dai primi accertamenti è emerso che Ubiribo era un paziente abituale della clinica dal 2024, essendosi sottoposto in precedenza a quattro iniezioni di filler penieno. La quinta e ultima sessione si è rivelata fatale, portando alla luce i rischi potenziali di queste procedure, che, sebbene considerate minimamente invasive e relativamente a basso rischio, non sono prive di pericoli.
Come sottolineato da esperti, il pene possiede una complessa rete vascolare e l'iniezione di sostanze in un piano tissutale errato può avere conseguenze gravi, tra cui embolia polmonare, infezioni o deformità. Il ministro della Sanità thailandese ha dichiarato che l'inchiesta mira a garantire standard di sicurezza elevati, anche in risposta a una crescente attenzione verso i trattamenti estetici nel paese, che attrae numerosi pazienti internazionali.
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