Il botto di Verstappen a Zandvoort: l’errore, il muro e il rosso al primo giro

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il giro più breve, il più amaro, e forse anche il più atteso per quello che poteva essere l’ultimo saluto dell’Olanda al suo campione. Il Gran Premio d’Olanda, dodicesimo appuntamento del Mondiale 2026 di Formula 1, si è chiuso per Max Verstappen prima ancora di aver completato il primo passaggio, con la sua RB22 incastrata contro le barriere della sopraelevata di Zandvoort e la bandiera rossa che sventolava già dopo pochi secondi dallo start.

La dinamica dell’impatto

Arrivato all'ultima curva del primo giro, una destrorsa veloce che in condizioni normali si percorre a tutto gas, Verstappen ha perso improvvisamente il retrotreno. Il punto critico, come ammesso dallo stesso pilota una volta rientrato ai box, era ancora molto umido, nonostante la pioggia avesse smesso di cadere qualche minuto prima del via. La gomma posteriore sinistra è entrata in contatto con una chiazza d'acqua residua, scatenando un momento di sovrasterzo che il pilota, per sua stessa ammissione, non ha saputo correggere in tempo.

Il contatto con il muro esterno è stato violento, tanto da lesionare pesantemente la scocca e l'alettone posteriore, ma senza conseguenze fisiche per il numero uno della Red Bull, che è uscito dall'abitacolo con i suoi tempi e senza l'aiuto dei commissari.

Le parole di Verstappen e il contesto del weekend

“Un impatto piuttosto forte, ma ne ho subiti di peggiori”, ha dichiarato il pilota olandese a caldo, nel tentativo di smorzare la tensione tra i tifosi presenti in tribuna. Quel tratto di asfalto, ha spiegato, era ancora bagnato e la sua RB22, con il serbatoio pieno e le gomme da asciutto che faticavano a trovare temperatura, si è rivelata un osso duro da gestire in quelle condizioni al limite.

Il suo errore, come lo ha definito lui stesso, è stato quello di non aver considerato l’acqua accumulatasi sulla traiettoria esterna, una zona che nei giri di ricognizione si era quasi asciugata ma che, al momento del via, conservava ancora una pericolosa pellicola di umidità. La direzione gara, dopo aver valutato i detriti sparsi sull'asfalto e il danneggiamento delle barriere, ha esposto la bandiera rossa, interrompendo la corsa per quasi venti minuti e consentendo ai commissari di ripristinare le condizioni di sicurezza.

La Red Bull tra il ritiro di Hadjar e il riscatto di Lawson

Quello di Zandvoort si era preannunciato come un weekend complicato già alla vigilia, con la Red Bull costretta a rimescolare le carte in tavola a causa dell'infortunio di Isack Hadjar, che ha lasciato il posto a Liam Lawson. Il neozelandese, chiamato all'ultimo minuto per sedersi sulla seconda vettura, ha guidato con la testa e con i piedi per terra, portando a casa un settimo posto che, alla luce dell'incredibile botto del compagno di box, ha assunto i contorni di un risultato prezioso e insperato.

La gara del team di Milton Keynes, insomma, si è divisa a metà: da un lato la bandiera rossa e il ritiro del campione del mondo, dall'altro una rimonta tranquilla e cinica che ha permesso di salvare almeno qualche punto in classifica costruttori, in una domenica che poteva trasformarsi in un disastro totale.

La corsa prosegue e lo sguardo già corre a Monza

Il paddock, dopo la ripresa delle ostilità, ha cercato di metabolizzare l'accaduto, ma per Verstappen la giornata si era già conclusa. Il pilota, fresco di rinnovo con il team austriaco, ha seguito il resto della gara dai box, osservando le traiettorie e i sorpassi di una pista che, nonostante la pioggia, ha regalato qualche spunto interessante per le strategie future.

Ora l’attenzione si sposta già verso il Tempio della Velocità, dove tra una settimana la Formula 1 approderà a Monza per il Gran Premio d’Italia, un appuntamento che per la Red Bull rappresenta un crocevia fondamentale per testare la reazione del team dopo una prestazione opaca e un errore del suo leader che, per fortuna, non ha avuto ripercussioni fisiche.

L'errore di valutazione di Max, in fin dei conti, resta un incidente di percorso in una stagione che, fino a questo momento, lo ha visto protagonista assoluto, ma che a Zandvoort si è improvvisamente interrotta contro un muro che, per l'ennesima volta, ha dimostrato di non fare sconti a nessuno.

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