Ricordo di Berlinguer: un omaggio a Padova
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Redazione Interno
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Il tempo per la propaganda è scaduto. Ieri, i partiti hanno cercato di sfruttare gli ultimi minuti utili per convincere il proprio elettorato potenziale ad andare alle urne. Le elezioni nella modernità sono soprattutto questo. Giorgia Meloni, nel rush finale di interviste, ha riservato l'ultimo fuoco all'amico Tg5. "Quello europeo è un voto importante come quello delle politiche perché si possono avere grandi progetti, ma fa la differenza se poi hai un’Unione Europea che ti rema contro o un’Unione Europea che ti dà una mano".
I corridoi del Museo Archeologico si trasformano in una macchina del tempo: si attraversano le manifestazioni di piazza degli anni ‘70, si entra nella processione di persone col pugno chiuso, si ascolta la voce di Enrico Berlinguer che parla di pace, di salari di lavoratori, di donne. Si superano bacheche piene di documenti e poi si arriva a quella che gli allestitori chiamano “La Gioconda”.
“Berlinguer ci ha insegnato che si può essere popolari anche senza essere populisti”. Così la leader del PD, Elly Schlein, intervenendo alla commemorazione di Enrico Berlinguer a Padova, in Piazza dei Frutti. Proprio quella piazza in cui il politico, quarant’anni fa, il 7 giugno 1984, ha tenuto il suo ultimo comizio, poco prima di morire l’11 giugno dello stesso anno dopo un ictus. Terminato il suo intervento, quello di chiusura dell’evento, la leader ha deposto un mazzo di rose rosse sul cippo dedicato a Berlinguer sempre in piazza.




