Torremaggiore e Vieste brillano nel firmamento dell'olio italiano, premiate al Mastro d'Oro

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La città di Bari ha fatto da cornice, nel nuovo padiglione della Fiera del Levante, alla cerimonia di premiazione dell’ottava edizione del Concorso Mastro d’Oro, un appuntamento che, patrocinato dal Ministero dell’Agricoltura e dalla Regione Puglia, riconosce e valorizza l’arte dei frantoiani italiani. L’evento, inserito nel contesto di Evolio Expo, ha visto la partecipazione di autorevoli figure del settore – dalla professoressa Maria Lisa Amirante Clodoveo al presidente di AIFO Alberto Amoroso – culminando con la proclamazione del miglior olio extravergine d’oliva nazionale, il quale, pur provenendo dalle Marche, ha lasciato ampio spazio ai meriti del territorio pugliese.

Un trionfo marchigiano e una doppia soddisfazione pugliese

A detenere il Titolo assoluto, consegnato dal Sottosegretario al Ministero, è stato il Frantoio Agostini di Petritoli, che con la sua etichetta “100% Italiano Bio Ascolana Tenera” si è imposto nella competizione. Il riconoscimento, che conferma l’eccellenza qualitativa di un’olivicoltura diffusa in ogni angolo del Paese, non ha tuttavia oscurato l’ottima prestazione della Puglia: a salire sul podio, conquistando il terzo posto, è stata infatti l’azienda agricola “Il Mandrione” di Vieste con l’olio “Minerva Coratina”, un risultato che testimonia la costante dedizione e la competenza tecnica degli operatori del settore nella regione.

Il riconoscimento per il miglior frantoiano

Oltre al premio per l’olio, il concorso Mastro d’Oro assegna anche un ambito titolo personale, quello di miglior frantoiano d’Italia. Ed è qui che la provincia di Foggia ha centrato un risultato di prestigio assoluto, vedendo premiato un professionista di Torremaggiore, il cui operato – valutato secondo rigorosi parametri tecnici e qualitativi – è stato giudicato il più meritevole a livello nazionale. Questo encomio, che va al di là della singola annata produttiva per valorizzare il mestiere nella sua interezza, completa un quadro di successi per la Puglia, regione che si conferma, attraverso i suoi artigiani e le sue aziende, un pilastro fondamentale dell’olivicoltura italiana.

La rilevanza di una competizione dedicata all’arte frantoiana

L’importanza del concorso, l’unico nel suo genere a essere interamente dedicato ai frantoiani, risiede proprio nella sua capacità di mettere in luce non solo il prodotto finito ma l’intero processo e la maestria che lo governano. Una maestria che, come dimostrano i risultati, richiede una profonda conoscenza delle cultivar – come l’Ascolana Tenera o la Coratina – e una gestione attenta di ogni fase, dalla raccolta alla molitura. Il successo di aziende come quelle di Vieste e il riconoscimento al frantoiano di Torremaggiore sono, in questo senso, esempi concreti di come la tradizione, unita a un approccio tecnologicamente avanzato e sostenibile, costituisca la base solida per un’eccellenza riconosciuta e premiata.

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