David di Donatello 2025, tra record femminili e anniversari
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La settantesima edizione del David di Donatello, che si celebrerà il prossimo 7 maggio, potrebbe passare alla storia per un primato senza precedenti: quello di una donna premiata come miglior regista. Un traguardo mai raggiunto prima, e che quest’anno appare più vicino che mai, considerando che tre delle cinque nomination – Francesca Comencini con Il tempo che ci vuole, Maura Delpero con Vermiglio e Valeria Golino con L’arte della gioia – portano firma femminile. Un dato significativo, se si pensa che su 154 lungometraggi iscritti, solo 31 sono stati diretti da registe, ma che ora, in questa cinquina, rappresentano la maggioranza.
A dominare le candidature, però, sono soprattutto Parthenope di Paolo Sorrentino e Berlinguer - La grande ambizione di Gianluca Jodice, entrambi in corsa per 15 premi. Film che, insieme a Vermiglio e L’arte della gioia, hanno raccolto i favori della critica e del pubblico, confermando pronostici largamente attesi. "È sempre brutto essere formulaici", verrebbe da dire, ma in questo caso le sorprese sono state poche, con una shortlist che riflette tendenze già emerse durante la stagione cinematografica.
La cerimonia, trasmessa in diretta televisiva, sarà condotta dall’inedita coppia Elena Sofia Ricci e Mika, scelti per sostituire Carlo Conti, impegnato altrove. Una scelta che punta a rinnovare il tono della serata, senza stravolgerne la tradizione, in un anno speciale come quello del settantennale. Tra gli altri numeri da record, spiccano i 152 documentari e i 557 cortometraggi in gara, a dimostrazione di un’industria che, nonostante le difficoltà, continua a produrre opere di qualità.




