Barilla, rinnovato l’integrativo 2026-2029: premio, IA e limiti allo staff leasing
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Redazione Economia
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Le segreterie nazionali di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil, insieme al Coordinamento nazionale delle Rsu, hanno sottoscritto il rinnovo del contratto integrativo del gruppo Barilla per il quadriennio 2026-2029. L’intesa, che interessa una platea di circa 4.000 lavoratrici e lavoratori del gruppo alimentare in Italia, è stata firmata giovedì 16 luglio e introduce significative novità sia sul piano economico che su quello normativo, con un’attenzione particolare alle trasformazioni tecnologiche e alla sicurezza del lavoro.
La parte economica e il premio di risultato
Sul fronte economico, l’accordo prevede un premio complessivo di 12.680 euro per ciascun dipendente nell’arco dei quattro anni di validità del contratto. L’importo, legato al raggiungimento degli obiettivi aziendali, potrà subire un ulteriore incremento fino al 30%, rendendo la cifra potenzialmente più alta per i lavoratori coinvolti.
Intelligenza artificiale e transizione digitale
Uno dei punti più innovativi dell’intesa riguarda la gestione dell’impatto dell’intelligenza artificiale e della digitalizzazione sui processi produttivi. Per la prima volta, si mette a terra il tema della transizione digitale con l’introduzione di uno dei primi accordi sul diritto di informazione e consultazione preventivo che si attiva al momento della decisione di un investimento in queste tecnologie.
Il Coordinamento nazionale delle Rsu e i sindacati verranno convocati preventivamente per svolgere un’analisi approfondita sull’impatto che l’IA e la digitalizzazione avranno sull’occupazione, sui processi e sulla produzione. Come ha spiegato il segretario nazionale della Flai-Cgil, Angelo Paolella, il sindacato vigilerà attentamente sul rischio di controllo della prestazione lavorativa, in applicazione dell’articolo 4 dello Statuto dei Lavoratori, e sugli effetti di queste tecnologie sull’organizzazione del lavoro.
Tutele normative: limiti alla precarietà e nuovi permessi
L’accordo segna un importante avanzamento anche sul fronte delle tutele normative, intervenendo su temi come la precarietà, gli appalti e il welfare aziendale. Sul tema dello staff leasing, o contratti di somministrazione, è stato introdotto un limite massimo di durata, fissato tra 24 e 30 mesi, con l’obiettivo dichiarato di favorire una progressiva e stabile assunzione di questi lavoratori come dipendenti diretti del gruppo.
In materia di appalti, è stata esclusa l’esternalizzazione delle attività di confezionamento, e l’azienda si è impegnata a verificare l’applicazione delle clausole sociali previste dai contratti collettivi delle società appaltatrici. Sul fronte della sicurezza, i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza potranno richiedere ulteriori incontri specifici per valutare l’impatto degli investimenti in digitalizzazione e automazione.
Inoltre, l’integrativo introduce nuovi permessi per i lavoratori, tra cui quelli per l’inserimento dei figli all’asilo nido e alla materna, per assistere i figli malati, per prendersi cura di genitori ultra settantacinquenni e per sostenere eventuali percorsi preadottivi. Per i lavoratori con disabilità è stata prevista una copertura economica aggiuntiva in caso di prolungamento del periodo di comporto.
Formazione e relazioni sindacali
L’intesa prevede anche un rafforzamento della formazione, con almeno 10 ore annue aggiuntive per lavoratore rispetto a quella obbligatoria. Per le segreterie nazionali di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil, l’accordo raggiunto migliora sensibilmente le tutele normative ed economiche delle persone in Barilla e testimonia la positività ed efficacia delle relazioni sindacali nel gruppo. La parola passa ora alle lavoratrici e ai lavoratori, che saranno chiamati a esprimersi sull’intesa nelle assemblee previste nei prossimi giorni.




