Bonnie Tyler, addio alla voce graffiante del pop britannico

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La voce graffiata era il suo marchio di fabbrica, per sminuirla veniva definita ai suoi esordi come «la versione in gonnella di Rod Stewart». A 75 anni si è spenta la cantante gallese Bonnie Tyler, interprete di alcuni formidabili successi tra gli anni settanta e ottanta, frutto soprattutto della collaborazione con un produttore del calibro di Jim Steinman, che aveva lanciato la carriera di Meat Loaf. L'artista, all'anagrafe Gaynor Hopkins, è scomparsa giovedì 8 luglio in un ospedale in Portogallo, dove era ricoverata da alcune settimane a causa di una grave malattia.

L'annuncio della famiglia e il ricordo di Catherine Zeta-Jones

La notizia della scomparsa è stata diffusa attraverso un comunicato apparso sul sito ufficiale della cantante, con cui la famiglia e il suo team hanno annunciato con profondo dolore la morte improvvisa, avvenuta mentre era in cura per la malattia che l'aveva colpita. «Rilasceremo a breve un ulteriore comunicato, ma per ora chiediamo rispetto per la nostra privacy in questo momento di dolore», si legge nella nota ufficiale.

Nelle ore successive alla notizia, numerosi messaggi di cordoglio si sono moltiplicati sui social network, a testimonianza del grande affetto che la cantante britannica è riuscita a conquistare durante la sua lunga carriera. Tra questi spicca il tributo dell'attrice Catherine Zeta-Jones, che ha ricordato con commozione la parentela che la legava alla Tyler: il marito della cantante, Robert Sullivan, è cugino dell'attrice.

«Il mio cuore è spezzato dalla notizia che la nostra adorata Bonnie Tyler ci ha lasciato», ha scritto Zeta-Jones su Instagram, pubblicando una foto che le ritrae insieme la sera prima del suo matrimonio con Michael Douglas, durante il quale la Tyler si esibì.

Le origini del successo e la malattia

Nata nel 1951 nella contea gallese di Swansea, Bonnie Tyler ha segnato in modo indelebile la storia della musica con la sua voce roca e potente, un timbro diventato la sua cifra stilistica dopo un intervento chirurgico alle corde vocali per rimuovere dei noduli.

Il suo percorso artistico ha avuto una svolta decisiva con l'incontro con Jim Steinman, che scrisse e produsse per lei la hit mondiale "Total Eclipse of the Heart", un brano che inizialmente era stato concepito per un musical ispirato al vampiro Nosferatu e che Meat Loaf, a causa di un problema vocale, non poté registrare. Il singolo, pubblicato nel 1983, trascinò l'album "Faster Than the Speed of Night" al quinto posto della classifica americana e regalò alla cantante una nomination ai Grammy.

Negli ultimi mesi, le condizioni di salute della Tyler si erano aggravate: a maggio era stata sottoposta a un intervento chirurgico d'urgenza per una perforazione intestinale in un ospedale di Faro, in Portogallo, e successivamente era stata posta in coma farmacologico a causa di complicazioni post-operatorie. Sebbene nei giorni scorsi fosse stata dichiarata fuori pericolo, il suo stato di salute era rimasto critico e il tour estivo era stato cancellato.

Un'eredità musicale senza tempo

Oltre a "Total Eclipse of the Heart", il repertorio di Bonnie Tyler include altri brani entrati nell'immaginario collettivo come "Holding Out for a Hero", colonna sonora del film "Footloose", e la ballata country "It's a Heartache". La sua carriera è stata caratterizzata da un'evoluzione costante, passando dalle sonorità country-rock dei primi anni a quelle più esplosive e teatrali degli anni ottanta, grazie alla penna di Steinman.

Nel 2013 rappresentò il Regno Unito all'Eurovision Song Contest e nel 2023 è stata insignita dell'onorificenza di Membro dell'Ordine dell'Impero Britannico (MBE) per i suoi servizi alla musica. La sua voce unica e la sua interpretazione carica di pathos continueranno a riecheggiare attraverso i suoi dischi, lasciando un'impronta indelebile nel panorama pop internazionale.

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