Papa Leone XIV: “Venti di guerra non spengano la fiammella della pace”

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Roma, 12 lug. – “Tornano purtroppo a soffiare i venti della guerra in Medio Oriente, in Ucraina e in numerose parti del mondo colpendo ancora una volta tanti innocenti: non lasciamo che questi venti spengano la fiammella della speranza e della pace anche quando sembra vacillante”: lo ha ribadito Papa Leone XIV nella preghiera dell’Angelus tenuta a Castelgandolfo.Il Pontefice ha invitato a “percorrere la via del dialogo, dell’incontro e della diplomazia, unico cammino per una pace giusta e duratura”. (Askanews)

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Una visita riservata, vissuta nel segno della preghiera e del raccoglimento. È quella compiuta oggi da Papa Leone XIV, al secolo Robert Francis Prevost, che ha raggiunto in auto l’Abbazia di Montecassino da Castel Gandolfo. (Frosinone News)

Sono venuto senza discorso, ma con fame. Con fame di giustizia, fame di autentica carità, fame per una Chiesa che veramente sa aprire le porte, accogliere, ricevere tutti. (Korazym.org)

Una serata di grande intensità spirituale e culturale ha animato il cortile del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, dove Papa Leone XIV ha assistito al concerto di musica classica organizzato dalla Diocesi di Albano in suo onore. (Castelli Notizie)

Ai giardini Carducci la sera si tinge dei colori di una preghiera laica

"Continuiamo a seguire con apprensione ciò che accade in diversi Paesi lacerati dalla guerra e dalla violenza. Non dimentichiamoci di chi soffre e muore a causa dei conflitti e al generoso impegno per la pace curiamo anche la nostra costante preghiera". (Sky TG24)

Non lasciamo che questi eventi spengano la fiamma della speranza e della pace, anche quando sembra fragile e vacillante. Rinnovo la mia speranza che venga perseguita con perseveranza la via del dialogo, dell’incontro e della diplomazia, l’unica in grado di condurre a una pace giusta e duratura, in cui i popoli possano vivere in riconciliazione, nella sicurezza reciproca e nel rispetto della dignità di ogni persona”, ha detto il pontefice al termine dell’Angelus. (lapresse.it)

(Perugia) È ormai un personaggio connotativo della città. Guardato con una certa curiosità quando, alcuni anni fa, venne a vivere fra i travertini della Vetusta. Ciò che incuriosiva, e generava diffidenza nei benpensanti, era il suo abbigliamento stravagante, la sua capigliatura col codino, il suo essere, insomma, fuori dagli schemi. (Il Giornale dell'Umbria – il giornale on line dell'Umbria)