Caccia italiani abbattono un drone nei cieli della Lettonia: allarme Nato sul fianco orientale

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Alta tensione sul fianco orientale della Nato, dove nella notte tra il 13 e il 14 agosto un drone non identificato ha violato lo spazio aereo della Lettonia per poi essere intercettato e neutralizzato da un Eurofighter italiano impegnato nella missione di sorveglianza dell'Alleanza. L'operazione, che si è consumata sopra un'area disabitata del distretto di Balvi, non lontano dal confine con la Russia, ha mobilitato anche due F-16 turchi di stanza in Estonia, mentre la popolazione locale veniva messa in allerta con un messaggio di emergenza diffuso attraverso i telefoni cellulari.

La portavoce della Nato Allison Hart ha confermato il decollo d'emergenza dei due Eurofighter italiani, spiegando che uno di essi ha proceduto all'abbattimento del velivolo senza pilota, e le autorità lettoni, dopo aver inizialmente segnalato la presenza di un "velivolo aereo senza equipaggio straniero", hanno poi revocato l'allerta intorno alle 4.50 del mattino.

Secondo il ministero della Difesa lettone, l'ingresso del drone nello spazio aereo nazionale sarebbe riconducibile all'attività di guerra elettronica russa, una dinamica che getta un'ombra preoccupante sulle reali intenzioni di Mosca e che ha spinto il ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto, a una serie di contatti immediati con i vertici dell'Alleanza Atlantica.

L'intercettazione e l'abbattimento del drone

La sequenza operativa è iniziata quando i radar della difesa aerea alleata hanno tracciato un oggetto volante non identificato in rotta di collisione con i confini orientali della Lettonia, attivando così la procedura di "scramble" – il decollo rapido d'emergenza – per la coppia di Eurofighter italiani attualmente schierati nella base lituana di Šiauliai nell'ambito della missione internazionale Baltic Air Policing.

I piloti italiani, che fanno parte della task force "Baltic Thunder III" dell'Aeronautica Militare, hanno raggiunto l'obiettivo in pochi minuti, identificando il velivolo come un drone militare privo di pilota e, dopo aver constatato l'assenza di comunicazioni o risposte da parte del mezzo, hanno ricevuto l'ordine di ingaggio, colpendo e abbattendo il drone che è precipitato in un'area boschiva e non popolata nel nord-est del Paese.

A coordinare l'operazione è stato il Combined Air Operations Centre (CAOC) di Uedem, in Germania, che ha la responsabilità della sorveglianza dello spazio aereo dell'Alleanza nell'area nord e può ordinare immediatamente il decollo dei caccia in allerta quando i radar individuano un'attività sospetta, come già accaduto il 3 agosto quando due Eurofighter italiani avevano intercettato due velivoli militari russi in volo sul Mar Baltico.

La dinamica della violazione e il ruolo della guerra elettronica

Secondo le prime ricostruzioni, il drone abbattuto sarebbe di fabbricazione ucraina e sarebbe stato impiegato in uno degli attacchi notturni di Kiev contro obiettivi nella Russia nordoccidentale, salvo poi finire fuori rotta a causa delle intense attività di guerra elettronica che i sistemi di difesa russi stanno conducendo lungo la frontiera.

Le interferenze sui segnali GPS e radio, una pratica ormai documentata e in crescente intensità nella regione baltica, avrebbero completamente accecato i sistemi di navigazione del drone, facendogli perdere l'orientamento e spingendolo in profondità all'interno dello spazio aereo lettone, dove è stato prontamente intercettato.

La spiegazione ufficiale fornita dalle autorità lettoni è che l'ingresso del velivolo nello spazio aereo nazionale sarebbe stato una conseguenza della guerra elettronica russa, e questa ricostruzione, sebbene non ancora verificabile in modo indipendente, è sostenuta da una serie di precedenti che hanno visto altri droni ucraini deviare dalla rotta e finire nei cieli dei Paesi baltici o addirittura schiantarsi al suolo, come già accaduto all'inizio di giugno quando caccia francesi sotto comando Nato abbatterono un altro drone fuori rotta sopra la Lettonia.

Le reazioni politiche e le preoccupazioni del ministro Crosetto

La notizia dell'abbattimento ha suscitato immediate reazioni a livello politico, con la ministra degli Esteri lettone Baiba Braze che ha espresso pubblicamente la profonda gratitudine del governo di Riga verso l'Aeronautica Militare italiana, elogiando la prontezza e l'efficacia del contingente italiano nel garantire l'integrità territoriale del Paese baltico.

Il ministro della Difesa Guido Crosetto, che è stato avvisato immediatamente dell'accaduto e ha avviato una serie di contatti con la Nato, avrebbe espresso nelle interlocuzioni riservate una preoccupazione più generale relativa alla strategia di Mosca, secondo la quale il Cremlino starebbe cercando di aumentare progressivamente la tensione sul fianco orientale dell'Alleanza per provocare reazioni e verificare la capacità di risposta dei Paesi Nato, con il rischio che queste provocazioni possano estendersi ad altri scenari.

L'episodio si inserisce in un quadro di crescente tensione lungo il confine orientale dell'Alleanza, dove la Lettonia e gli altri Paesi baltici hanno subito ripetute incursioni di droni dall'inizio dell'invasione russa su vasta scala dell'Ucraina, e dove la Nato ha progressivamente rafforzato la tradizionale missione di Baltic Air Policing, attivata dal 2004 quando Estonia, Lettonia e Lituania entrarono nell'Alleanza, con un'attenzione crescente alla capacità di difesa aerea e di risposta a minacce reali.

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