Ricci, la sfida di Pesaro e il nodo sanità nelle Marche

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Mentre la campagna elettorale per le regionali nelle Marche si avvia verso il suo epilogo, il candidato del centrosinistra Matteo Ricci si prepara a un appuntamento cardine, fissato per mercoledì 17 settembre a Pesaro. Nell’incontro, che avrà luogo in Piazzale della Libertà a partire dalle 18.30, saranno al suo fianco i massimi vertici nazionali del Partito Democratico: la segretaria Elly Schlein e il presidente Stefano Bonaccini. L’obiettivo dichiarato, come annunciato dallo stesso Ricci, è quello di “cambiare le Marche”, regione attualmente amministrata dalla coalizione di centrodestra guidata dal presidente uscente Francesco Acquaroli.

Proprio l’operato della giunta in carica, specialmente in un settore cruciale come quello sanitario, costituisce il principale bersaglio delle critiche di Ricci. In un recente confronto, l’europarlamentare ha lanciato una sfida diretta all’avversario, sostenendo con forza che la situazione della sanità pubblica regionale, lungi dall’essere migliorata, si è in realtà notevolmente deteriorata nel corso degli ultimi cinque anni. “Se andiamo a chiedere a dieci persone a caso – ha affermato Ricci – se la sanità è migliorata, in quanti rispondono di sì? Uno, forse?”. Una provocazione che mira a sollecitare l’elettorato, del quale si dice certo abbia sperimentato in prima persona le criticità di un sistema sotto stress.

D’altro canto, la scelta di Ricci come candidato unico del campo progressista ha sollevato qualche interrogativo tra i sostenitori del Movimento 5 Stelle, alleato in questa competizione. A tale questione – riassumibile nella domanda “Con Ricci che ci stiamo a fare?” rivolta peraltro al leader M5S Giuseppe Conte durante un suo tour – ha risposto la consigliera regionale uscente pentastellata Marta Ruggeri, ricandidatasi in quota al movimento. Ruggeri ha spiegato la scelta di convergenza come una necessità dettata dall’obiettivo di “vincere” e di portare avanti un “programma scritto insieme”, del quale Matteo Ricci viene indicato come “il garante”. Una definizione, quest’ultima, che cerca di superare le diffidenze ideologiche e di presentare una coalizione compatta attorno a priorità condivise, pur nelle diverse sensibilità politiche.

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