Olimpia Milano travolge il Baskonia ma l'Eurolega è già un ricordo
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Redazione Sport
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Una vittoria netta, quasi senza storia, quella dell’Olimpia Milano contro il Baskonia, chiusa sul 111-89. Un risultato che, però, sa di beffa: la diciassettesima vittoria in Eurolega, l’anno scorso, avrebbe significato l’accesso ai play-in, mentre oggi non basta neppure a sperare. Zach LeDay, con 32 punti, e Nikola Mirotic, con 23, hanno dominato fin dal primo minuto, trovando poca resistenza da parte degli avversari, apparsi in difficoltà sia in difesa che in attacco. Eppure, nonostante la prestazione convincente, da domenica per i biancorossi rimarrà solo la Serie A, con la partita contro Pistoia al Forum.
La partita, in sé, è stata un monologo milanese. Mirotic e LeDay hanno imposto il loro ritmo, sfruttando le fragilità di un Baskonia mai realmente in partita. Il terzo quarto, in particolare, è stato decisivo: con un parziale schiacciante, l’Olimpia ha portato il vantaggio fino a +33, chiudendo ogni residuo dubbio sul risultato. Un’ultima apparizione europea all’insegna dell’orgoglio, ma che non cancella una stagione sotto le aspettative.
Messina e il futuro: poca fiducia nel mercato nella conferenza stampa post-partita, Ettore Messina ha affrontato anche il tema del possibile rinforzo in vista della caccia allo scudetto. Le sue parole, però, hanno lasciato poco spazio all’ottimismo: "In questo momento della stagione è difficile trovare un giocatore importante", ha ammesso, aggiungendo che si punta soprattutto sui recuperi degli infortunati. Una posizione che conferma le difficoltà di mercato di una squadra che, nonostante i nomi di rilievo, non ha mai trovato una vera continuità in Eurolega.
Intanto, la società ha ribadito la fiducia in Messina per la prossima stagione, scelta che evita l’incognita di un nuovo corso ma che non placa del tutto le polemiche. L’eventuale scudetto, questa volta, potrebbe non essere sufficiente a cancellare le delusioni accumulate. Resta il fatto che, al momento, alternative concrete non sembrano esserci, e il rischio di avventurarsi nell’ignoto appare maggiore dei benefici.




