Tumore al pancreas, la ricerca di Barbacid elimina il cancro nei topi. La strada per l'uomo resta lunga
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Salute
-
Un risultato senza precedenti, che ha immediatamente acceso un forte dibattito nel mondo scientifico, arriva dai laboratori del Centro Nacional de Investigaciones Oncológicas di Madrid. Qui, un team guidato dal biochimico Mariano Barbacid ha ottenuto per la prima volta la regressione completa e duratura dell’adenocarcinoma duttale pancreatico, la forma più aggressiva e comune di tumore al pancreas, in modelli animali. L'esperimento, i cui dettagli sono stati divulgati a fine gennaio, ha dimostrato come una combinazione di tre farmaci sia stata in grado di eliminare le cellule cancerogene nei topi, mantenendo l’effetto per un periodo esteso, pari a duecento giorni, senza che siano emersi effetti collaterali di rilievo. Un traguardo che, sebbene confinato alla sperimentazione preclinica, segna una potenziale svolta nella lotta a una patologia notoriamente letale.
L'aggressività di un male silenzioso
Il contesto nel quale si inserisce la scoperta spiega da solo la sua rilevanza. Il carcinoma pancreatico, infatti, si colloca tradizionalmente tra le neoplasie con la prognosi più infausta, un dato di fatto suffragato dalle statistiche che parlano di tassi di sopravvivenza a cinque anni fermi, in media, attorno all'11-13 per cento. La sua subdola natura, spesso asintomatica nelle fasi iniziali, ne ritarda la diagnosi, rendendo di fatto inefficaci molti interventi terapeutici quando la malattia è ormai avanzata. La ricerca di approcci nuovi, capaci di aggredire il tumore anche in stadio conclamato, rappresenta quindi una frontiera scientifica di assoluta priorità, sulla quale si concentrano sforzi e risorse a livello globale.
La combinazione farmacologica e l'appello per i fondi
Proprio in questo solco si muove il lavoro del gruppo di Barbacid, il quale, nel presentare i dati, ha voluto subito precisare come l'obiettivo dello studio non si sia limitato alla mera dimostrazione in laboratorio. “Questo non è il nostro obiettivo”, ha dichiarato il ricercatore, sottolineando che il fine ultimo è esclusivamente quello di “curare il tumore del pancreas nei pazienti”. Un traguardo ambizioso, per il quale lo scienziato ha lanciato un appello pubblico per raccogliere donazioni, accompagnato dallo slogan “Aiutateci a cambiare la storia del tumore al pancreas”. La richiesta di sostegno economico mira ad accelerare il complesso e costoso percorso di traslazione della terapia dal modello animale all’applicazione clinica sull’uomo, un iter che richiederà ancora anni di verifiche e sperimentazioni.
Il percorso verso la clinica e le sue incognite
È proprio questo passaggio, del resto, a costituire la sfida maggiore, come lo stesso Barbacid non manca di rimarcare. La distanza tra un risultato positivo ottenuto nei roditori e un farmaco sicuro ed efficace per le persone rimane considerevole, punteggiata da una lunga serie di ostacoli biologici e regolatori. La combinazione terapeutica sviluppata dovrà dimostrare la sua efficacia e la sua tollerabilità in organismi infinitamente più complessi, superando le fasi sperimentali previste dalla legge. Si tratta, in altri termini, di un passo preliminare, sebbene estremamente promettente, in un cammino la cui meta, pur finalmente visibile, non è ancora raggiunta e il cui esito, come sempre in scienza, non può essere dato per scontato.




