Sotto a chi tocca, Pasotti e la stanza chiusa del lavoro che diventa gioco al massacro

Sotto a chi tocca, Pasotti e la stanza chiusa del lavoro che diventa gioco al massacro
Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
CULTURA E SPETTACOLO Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Sei candidati, una stanza chiusa, un colloquio di lavoro che non inizierà mai perché è già cominciato. Sotto a chi tocca, terza regia di Giorgio Pasotti, arriva nelle sale cinematografiche dall'8 ottobre con Adler Entertainment e mette in scena una selezione che si trasforma presto in un gioco psicologico al massacro. Nel cast, accanto allo stesso Pasotti, ci sono Rocco Papaleo, Giovanna Mezzogiorno, Stefano Fresi, Giacomo Giorgio e Linda Messerklinger.

Una commedia feroce sul mondo del lavoro

Il film è l'adattamento della pièce teatrale Il metodo Grönholm del drammaturgo catalano Jordi Galceran, da cui Pasotti e Federico Baccomo hanno tratto la sceneggiatura. La storia segue Fernando, Daniela, Enrico, Carlo, Giulio e Franca, convocati da una multinazionale torinese tanto prestigiosa quanto enigmatica per un importante ruolo dirigenziale. Credono di dover affrontare una semplice selezione, ma scoprono ben presto di essere al centro di un esperimento in cui ogni gesto viene osservato, ogni reazione valutata e ogni debolezza trasformata in arma.

A rendere il tutto più inquietante, la rivelazione che tra loro si nasconde una talpa dell'azienda.

Il regista ha spiegato le ragioni che lo hanno spinto a tornare su questo tema a distanza di anni dalla sua esperienza teatrale. «È sempre più difficile trovare un impiego e il caro vita è aumentato, quindi c'è sempre più fame di un lavoro redditizio, ma sempre meno lavoro conquistabile. Di conseguenza l'asticella della competitività per aggiudicarsi l'agognato posto si è alzata di parecchio. E con lei sono cresciuti il cinismo, la cattiveria, la voglia di conquista, la determinazione a ottenere quel posto a ogni costo».

Un thriller psicologico tra prove assurde e tradimenti

Quella che inizia come una selezione apparentemente convenzionale si trasforma in un serrato confronto caratterizzato da bizzarre prove attitudinali, sospetti, alleanze e strategie che mettono progressivamente a nudo ambizioni personali e fragilità. La regola fondamentale è semplice e crudele: chiunque decida di abbandonare la stanza verrà automaticamente eliminato. Il confine tra competizione e sopravvivenza psicologica diventa sempre più sottile, portando i professionisti a interrogarsi sulla vera natura della prova.

Il film mescola thriller psicologico, commedia nera e grottesca, viaggiando su un equilibrio delicato e labile. La risata nasce lì dove dovrebbe nascere il disagio, ma ridere del sistema è l'unico modo, forse, di guardarlo senza abbassare gli occhi. La stanza cambia, passando da luogo di assunzione a laboratorio umano, dove le persone diventano cavie.

Un cast alle prese con lunghi piani sequenza

Per gli interpreti la sfida principale è stata quella di sostenere la tensione emotiva in un contesto verboso e claustrofobico. Stefano Fresi ha raccontato: «C'è sempre il timore di affrontare una pellicola basata quasi solo sulle parole e con poca azione, girata in pochissime location asettiche. Ma la sfida è proprio questa: dare centralità al testo».

Giovanna Mezzogiorno, che interpreta Daniela, ha sottolineato la difficoltà di recitare personaggi capaci di mutare rimanendo credibili. «Essendo una storia d'interni fondata sui dialoghi, l'azione è ridotta al minimo. Come attori abbiamo dovuto interpretare personaggi capaci di mutare rimanendo sempre credibili. Sul piano personale mi sento distante da queste dinamiche: non ho mai lavorato in un contesto aziendale e non sono per niente competitiva».

Rocco Papaleo ha invece scherzato sull'aspetto atletico del lavoro: «Abbiamo girato lunghi piani sequenza, con un approccio quasi teatrale che richiedeva di imparare moltissime battute a memoria e dominarle al meglio».

Torino come scenografia del potere

Le riprese si sono svolte a Torino nell'autunno 2025, principalmente nel Grattacielo della Regione Piemonte e in altre architetture vetrate della città. «Torino ci sembrava da subito la città ideale, è una città perfetta, elegante e stupenda. Doveva apparire come una città bellissima all'esterno, ma dietro cui si cela un aspetto drammatico. I due grattacieli erano proprio quello che cercavamo, così slanciati verso il futuro, dominanti sulla città e simbolo di potere» ha spiegato Pasotti.

Prodotto da Wonder Film, Wonder Project e Cinefonie, con Rai Cinema, in associazione con Officina della Comunicazione, Stefano Francioni Produzioni e Lime Film, Sotto a chi tocca è sostenuto dal MiC e dalla Regione Piemonte attraverso il Film & TV Fund.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.