Il castello delle cerimonie è ufficialmente del comune di Sant’Antonio Abate. La sindaca: “Presto lo sgombero”
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Redazione Interno
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Non si fermano i matrimoni in stile trash – quelle maratone lunghe un giorno con finale ad effetto garantito dall’entrata in scena di cantanti neomelodici o show con artisti famosi – però la proprietà, quella è cambiata per sempre. Il Grand Hotel La Sonrisa, location resa celebre dalle telecamere di “Il boss delle cerimonie” prima e “Il castello delle cerimonie” poi, non appartiene più alla famiglia Polese. La sindaca di Sant’Antonio Abate, Ilaria Abagnale, ha confermato che l’intero complesso, compresi i terreni su cui sorge, è diventato ufficialmente patrimonio del comune. Il passaggio formale si è concretizzato negli uffici della Conservatoria dei Registri Immobiliari di Napoli: la tanto attesa trascrizione – richiesta già subito dopo la sentenza definitiva di confisca per abusivismo edilizio – è stata completata solo ieri, a distanza di oltre due anni dalla pronuncia della Cassazione.
Una battaglia legale durata anni e l’attesa per la revoca delle licenze
La vicenda giudiziaria, che ha tenuto banco tra abusi edilizi e lottizzazione abusiva, aveva già visto la condanna dei vecchi gestori; eppure, nonostante la confisca fosse ormai un dato certo, l’attività ricettiva non si è mai fermata. Questo perché la famiglia Polese ha ottenuto più proroghe e sospensive, sfruttando un ricorso al Tar che ha di fatto bloccato l’esecuzione immediata dello sgombero per la parte commerciale. La stessa sindaca Abagnale, però, dovrà attendere ancora l’esito definitivo di quel ricorso sulla revoca delle licenze (atteso formalmente dallo scorso gennaio) prima di poter mettere le mani sull’hotel e sul ristorante. Nel frattempo, le feste vanno avanti: il Tar Campania non si è ancora pronunciato sulla sospensiva che permette ai Polese di continuare a gestire la struttura, nonostante tre mesi fa i giudici abbiano confermato la validità del provvedimento che prevede il pagamento di un “canone di occupazione sine titulo”.
Tre appartamenti da sgomberare subito, la sindaca chiede un tavolo in prefettura
Se per i saloni dorati e le sale da ballo bisognerà pazientare, per la parte residenziale del compendio l’iter è invece già partito. La prima cittadina ha annunciato che sono già in corso le notifiche per lo sgombero di tre immobili ad uso abitativo – gli stessi dove risiedono i nuclei familiari che hanno sempre gestito l’attività – che dovranno essere liberati al più presto. È questa la prima mossa concreta per la riappropriazione dell’area da parte dell’ente pubblico. Consapevole della complessità della situazione, che coinvolge non solo i vecchi proprietari ma anche i lavoratori della struttura (si parla di circa duecento dipendenti diretti), Abagnale ha chiesto formalmente al prefetto di Napoli, Michele di Bari, di convocare un tavolo per la gestione delle attività. L’obiettivo dichiarato è agire in modo celere e corretto, nel rispetto di tutte le parti, per garantire l’esecuzione di una sentenza passata in giudicato che ha sancito la consegna definitiva dell’intera area al comune di Sant’Antonio Abate.
La fine di un’era per la tv e il costume italiano
Quella che si sta chiudendo è davvero la fine di un’epoca. Il “Castello delle Cerimonie” non era solo un ristorante o una sala ricevimenti, ma un vero e proprio fenomeno televisivo e sociale: un simbolo di quell’estetica sopra le righe, fatta di dorature, scenografie copiate dalle reggie (da Versailles a Caserta) e menu chilometrici, che ha spopolato per anni sugli schermi di Real Time. Con la trascrizione dell’atto, la famiglia Polese perde ogni diritto sugli immobili e sui terreni confiscati. Ora la parola passa al tribunale amministrativo per la parte commerciale, ma intanto la procedura di liberazione per le abitazioni è già in fase operativa. Tra gli uffici comunali e i legali dell’ente si stanno valutando le tempistiche e le modalità per liberare anche i locali ad uso commerciale, così da permettere al comune di entrare in possesso dell’intero compendio.




