Tim, il cda accoglie il rilancio di Poste: 0,30 euro in più per azione e via la soglia del 66,67%
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Redazione Economia
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Il consiglio di amministrazione di Telecom Italia ha preso atto del miglioramento dei termini dell'offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria totalitaria promossa da Poste Italiane, esprimendo un giudizio positivo sul riconoscimento di una componente aggiuntiva in denaro pari a 0,30 euro per ciascuna azione ordinaria portata in adesione.
Il board ha inoltre registrato la rinuncia da parte di Poste alla condizione soglia che subordinava il successo dell'operazione al raggiungimento di una partecipazione almeno pari al 66,67% dei diritti di voto esercitabili nelle assemblee di Tim, un movimento che modifica sostanzialmente gli equilibri dell'intera operazione.
I dettagli del nuovo corrispettivo e la strategia industriale
Con il rilancio deciso dal cda di Poste Italiane, per ogni azione Tim portata in adesione il corrispettivo è ora costituito da 0,218 azioni ordinarie Poste di nuova emissione e da una componente in denaro complessiva di 1,97 euro, che include l'extra di 30 centesimi rispetto agli 1,67 euro iniziali.
Sulla base del prezzo ufficiale delle azioni Poste rilevato alla chiusura del 4 settembre, pari a 26,90 euro, la valorizzazione monetaria implicita per ciascun titolo Tim raggiunge quota 7,83 euro, mentre in caso di adesione totalitaria il controvalore complessivo dell'operazione salirebbe a circa 11,35 miliardi di euro con un esborso massimo in contanti di 3,36 miliardi. L'amministratore delegato di Poste, Matteo Del Fante, intervenendo a un evento della Lega, ha delineato le dimensioni del nuovo gruppo che nascerebbe dall'operazione, parlando di 150.000 dipendenti, 5 miliardi di margine operativo e una capitalizzazione prossima ai 50 miliardi di euro, definendo l'entità risultante "un colosso non solo nazionale ma a livello europeo".
Le motivazioni del rilancio e il contesto finanziario
Il board di Poste Italiane ha motivato il miglioramento delle condizioni con la volontà di ribadire la valenza strategica e industriale dell'operazione, confermando al contempo l'atteso effetto positivo sull'utile per azione a partire dal 2027 e l'impegno a una politica di dividendi accrescitiva.
Del Fante ha poi specificato che i piani finanziari di Poste consentirebbero di continuare a distribuire dividendi anche ai nuovi azionisti provenienti da Tim, accompagnando la remunerazione con obiettivi di crescita e contrapponendo questa prospettiva alla storia recente del titolo Tim, quotato nel 1997 a cinque euro e sceso fino a 22 centesimi, mentre Poste avrebbe quintuplicato il valore per i propri azionisti negli ultimi nove anni.
L'offerta prevede che gli azionisti Tim che aderiranno riceveranno l'acconto sul dividendo di Poste relativo all'esercizio 2026, che sarà corrisposto il 25 novembre con stacco cedola il 23 novembre, un elemento che assume particolare rilievo considerando che la società telefonica non distribuisce utili da oltre cinque anni a causa della necessità di sostenere investimenti e ridurre l'indebitamento.
Tempistiche, adesioni e rinuncia alla condizione soglia
Il periodo di adesione ordinario resta fissato fino all'11 settembre, con una riapertura dei termini dal 21 al 25 settembre in seguito alla rinuncia alla condizione soglia, che implica che Poste acquisterà tutte le azioni portate in adesione anche al di sotto della soglia del 66,67%, ferma restando la verifica delle altre condizioni di efficacia.
All'indomani del rilancio, le adesioni sono salite al 7,15% del capitale del gruppo tlc, rispetto al 6,15% della vigilia, con un conferimento nella sola giornata di lunedì di oltre 16,99 milioni di titoli che hanno portato il totale a quota 122 milioni.
A dare slancio all'operazione ha contribuito anche l'adesione dell'amministratore delegato di Tim, Pietro Labriola, e dei dirigenti con responsabilità strategiche, che hanno portato in offerta le azioni detenute, dopo che il cda aveva già valutato positivamente il corrispettivo dal punto di vista finanziario.
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