Un applauso per Tina, uccisa dall'ex a Montecorvino Rovella

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un dolore intenso, che ha il suono di un silenzio irreparabile, ha riempito il duomo dei Santi Pietro e Paolo di Montecorvino Rovella per l’ultimo saluto a Tina Sgarbini, la donna di 47 anni strangolata sabato scorso nella sua abitazione. L’uomo con cui aveva avuto una relazione, Christian Persico, di 36 anni, ha confessato il delitto dopo essere stato rintracciato dai carabinieri poche ore dopo la fuga, non lontano dal luogo del crimine. La celebrazione funebre, officiata questo pomeriggio del 27 agosto, ha visto una partecipazione corale, un’adesione emotiva che andava ben oltre il semplice cordoglio.

Il feretro, giunto dalla camera ardente allestita nella Casa del Commiato, è stato accolto in chiesa da una folla commossa, la quale, al termine del rito, ha atteso fuori in un silenzio carico di rabbia e di incredulità. Qualcuno, tra i presenti, ha voluto sottolineare come la violenza non possa mai essere una soluzione, un monito che risuona con tragica frequenza in casi simili. Quando la bara è comparsa, portata a spalla e preceduta da una fotografia della vittima, il silenzio si è tramutato in un applauso scrosciante e prolungato, un gesto di affetto e di protesta insieme.

All’interno della chiesa, le parole del vescovo Andrea Bellandi e del sindaco Alessandro D’Onofrio hanno cercato di dare un senso all’insensato, ricordando come i sogni di Tina dovranno ora vivere attraverso i suoi figli. Palloncini bianchi, simbolo di una purezza violata, sono stati liberati in cielo al passaggio del corteo, in un tentativo di addio che voleva essere leggero nonostante il peso intollerabile della perdita.

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