Italia-Belgio, la Davis a Bologna: azzurri a un passo dalla storia
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Il palazzo dello sport di Bologna, che già ha fatto da teatro ai trionfi del 2023 e del 2024, si prepara ad ospitare una sfida dal sapore storico per la nazionale italiana di Coppa Davis, la quale, dopo aver superato con nettezza l’Austria grazie alle prestazioni solide di Matteo Berrettini e Flavio Cobolli, si trova ora ad affrontare il Belgio per un posto in quella che potrebbe essere la terza finale consecutiva. Un traguardo, questo, che nessuna squadra riesce a centrare da oltre cinquant’anni, da quando gli Stati Uniti, in un’epoca completamente diversa per il tennis mondiale, riuscirono nell’impresa di una striscia vittoriosa tanto lunga; gli azzurri, pertanto, sono consci di avere l’opportunità di scrivere una pagina indimenticabile, affrontando una formazione belga che, sebbene sia considerata alla stregua di un outsider, ha dimostrato di possedere un talento e una determinazione in grado di ribaltare qualsiasi pronostico.
Il cammino degli azzurri e il fattore campo
La vittoria contro l’Austria ai quarti di finale è arrivata senza bisogno di giungere alla gara di doppio, un dettaglio non da poco che ha permesso alla squadra di conservare energie fisiche e mentali per un appuntamento così delicato come una semifinale. Berrettini e Cobolli, i quali hanno chiuso i loro singolari con autorevolezza, hanno beneficiato del supporto del pubblico italiano, un elemento che a Bologna si è sempre rivelato un alleato formidabile e che, senza dubbio, cercherà di spingere i propri beniamini verso un’impresa che manca dal lontano ciclo statunitense. A ciò si aggiunge il conforto dei precedenti, dato che negli scontri diretti in Davis l’Italia vanta un bilancio positivo, avendo vinto sei dei dieci confronti e, soprattutto, l’ultimo di questi, disputato proprio nella stessa città emiliana durante la fase a gironi dell’edizione 2024.
Il Belgio, una sorpresa da non sottovalutare
Dall’altra parte della rete, però, non ci sarà una squadra intimidita dalla cornice o dai favori del pronostico, bensì una formazione belga che, tornata in semifinale dopo otto anni di assenza, è animata da quella spensieratezza che spesso caratterizza le rivelazioni dei tornei. A guidare questa inattesa cavalcata sono stati Zizou Bergs e Raphael Collignon, i quali, con le loro vittorie in singolare, hanno permesso alla loro nazionale di avere la meglio su una Francia che pure era data per favorita. Bergs, in particolare, conosce già il gusto della vittoria contro un italiano in Coppa Davis, avendo sconfitto proprio Cobolli nell’incontro dello scorso anno; un precedente che, se da un lato potrebbe infondergli sicurezza, dall’altro fornirà al tennista azzurro una motivazione supplementare per ribaltare quel risultato.
La posta in gioco e le chiavi del match
Oltre al puro risultato sportivo e al sogno di un terzo titolo consecutivo, che rappresenterebbe un’affermazione senza precedenti per il tennis italiano, la semifinale rappresenta un banco di prova cruciale per confermare la solidità di un gruppo che, sotto la guida del capitano Filippo Volandri, ha saputo costruire un’identità compatta e vincente. La partita, che si preannuncia equilibrata nonostante i differenti palmarès recenti, si deciderà molto probabilmente nella capacità dei singoli di reggere la pressione e di sfruttare i momenti decisivi, con il doppio che potrebbe rivelarsi, come spesso accade in Davis, l’arbitro finale della contesa, nonostante nella sfida ai quarti non sia stato necessario schierarlo.




