Scuole aperte dal 31 agosto, il modello Emilia-Romagna parte con 8mila studenti
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Redazione Interno
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Oltre 8.000 studenti e studentesse delle scuole elementari parteciperanno dal 31 agosto alla riapertura anticipata delle scuole in Emilia-Romagna, una sperimentazione che coinvolge più di 150 istituti e 42 Comuni lungo la via Emilia. Non si tratta di un ritorno anticipato alle lezioni tradizionali e ai banchi, ma di un programma di attività sportive, culturali ed educative organizzate nelle ore del mattino fino all’avvio ufficiale dell’anno scolastico. L’iniziativa, promossa dal governatore Michele de Pascale e dall’assessora alla Scuola Isabella Conti, debutta con una partecipazione che ha portato la stessa Conti a parlare di una «risposta sorprendente» da parte delle famiglie, mentre sono attesi intorno al 10 settembre i numeri ufficiali delle adesioni.
Scuole aperte in anticipo in 42 Comuni dell’Emilia-Romagna
La sperimentazione regionale punta a utilizzare gli edifici scolastici già prima dell’inizio delle lezioni, offrendo alle famiglie un’attività educativa organizzata nel periodo che precede la ripresa ordinaria della scuola. L’apertura anticipata riguarda le scuole primarie e si estende a 42 Comuni lungo la via Emilia, con oltre 150 istituti che hanno aderito al progetto. Per gli oltre 8.000 bambini e bambine coinvolti sono previste attività mattutine di carattere sportivo, culturale ed educativo, senza anticipare la normale programmazione didattica. Il progetto è al debutto e, per dimensioni e numero di adesioni, viene indicato come un’esperienza che potrebbe diventare un modello da imitare e riproporre anche nel resto d’Italia.
Secondo quanto riferito dall’assessora Isabella Conti, la partecipazione registrata in questa prima fase segnala una necessità espressa dalle famiglie alla quale rispondere con un’offerta educativa strutturale. Il primo punto sull’iniziativa è arrivato a una settimana dall’avvio della sperimentazione regionale, mentre il conteggio definitivo delle adesioni è ancora in corso. Accanto all’interesse per le attività del mattino, dalle famiglie emerge anche una richiesta ulteriore: la possibilità di avere proposte nel pomeriggio. La riapertura anticipata delle scuole assume così una funzione diversa da quella delle lezioni tradizionali, perché gli spazi scolastici vengono utilizzati per accogliere attività organizzate nel periodo precedente all’inizio ufficiale dell’anno.
A Bologna 22 plessi e attività gratuite per 1.700 bambini
A Bologna il progetto coinvolge 22 plessi scolastici e circa 1.700 bambine e bambini, che potranno partecipare gratuitamente alle attività nelle due settimane precedenti l’avvio ufficiale delle lezioni. L’iniziativa locale prende il nome di «La scuola che parte insieme», è promossa e finanziata dalla Regione Emilia-Romagna e vede l’adesione del Comune di Bologna. I destinatari sono alunni che nel prossimo anno scolastico frequenteranno la scuola primaria dalla seconda alla quinta classe. Anche nel capoluogo, quindi, l’apertura del 31 agosto non coincide con un anticipo delle normali lezioni, ma con una proposta educativa che utilizza gli edifici scolastici per offrire esperienze diverse dalla didattica ordinaria.
Il programma bolognese comprende attività che vanno dalla scherma alle arti circensi, inserite in una proposta più ampia pensata per andare oltre una funzione di semplice assistenza. Il Comune ha descritto l’obiettivo come quello di trasformare i plessi scolastici in «spazi civici vivi e stimolanti», mettendo a disposizione gratuitamente le strutture e le iniziative per i 1.700 partecipanti. Sport, cultura e attività educative diventano quindi il contenuto concreto delle giornate che precedono il ritorno ufficiale in classe. L’apertura anticipata dei 22 plessi di Bologna rappresenta una parte della sperimentazione più ampia avviata dall’Emilia-Romagna, che ha raccolto adesioni in numerosi Comuni e istituti della regione.
La risposta delle famiglie e la richiesta di attività pomeridiane
La partecipazione di oltre 8.000 studenti è l’elemento centrale emerso nella fase iniziale del progetto, anche se per il dato definitivo sulle adesioni bisognerà attendere i numeri ufficiali previsti intorno al 10 settembre. Isabella Conti ha collegato la risposta delle famiglie a una reale necessità, sottolineando allo stesso tempo come dalle richieste raccolte emerga interesse anche per attività da svolgere nel pomeriggio. La sperimentazione mette così al centro non soltanto l’apertura fisica delle scuole prima dell’inizio delle lezioni, ma l’organizzazione di una proposta educativa strutturata durante questo periodo. Il debutto coinvolge scuole primarie, amministrazioni locali e migliaia di bambini, con Bologna tra le città che hanno aderito attraverso un programma gratuito dedicato agli alunni dalla seconda alla quinta classe.
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