YouTube libera il picture-in-picture, ma non per tutta la musica

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   La piattaforma di Mountain View, in una mossa che ribalta una strategia di lungo corso, ha deciso di rimuovere il paywall che nascondeva una delle funzionalità più attese dagli utenti: la riproduzione in finestra mobile. Il picture-in-picture, che di fatto consente di continuare a guardare un video anche dopo aver lasciato l'app per controllare una mail o scorrere i social, diventa così accessibile a tutti i possessori di dispositivi Android e iOS, fuori dai confini statunitensi. Si tratta, lo si dice senza timore di smentita, di un cambio di passo notevole per una società che aveva sempre riservato questa comodità – o agli abbonati a YouTube Premium, o esclusivamente al pubblico americano.

Una libertà (parziale) che costa zero

Il meccanismo, a conti fatti, è semplice quanto l’idea stessa del multitasking: avviata la riproduzione di un video, basta un gesto come tornare alla home dello smartphone perché il filmato si comprima in un riquadro ridimensionabile, pronto a galleggiare sopra ogni altra interfaccia. Eppure, e sarebbe ingenuo credere il contrario, questa generosità inedita arriva armata di una clausola restrittiva non da poco. Il regalo, perché di un regalo si tratta per chi non ha mai voluto sottoscrivere un abbonamento, viene elargito solo a chi consuma contenuti "longform" di natura non musicale. I video musicali, vero e proprio cavallo di battaglia del colosso, rimangono infatti saldamente protetti da un muro invisibile: per vederli scorrere in modalità picture-in-picture, la carta di credito resta un requisito fondamentale, così come per i sottoscrittori del vecchio piano Premium Lite.

Cosa cambia tra abbonamenti e utenti free

La nuova architettura dei permessi, ora più chiara nelle sue disparità, delinea tre cerchie distinte di utenti. Per i possessori del tier Premium, nessuna novità: loro continueranno a godere del picture-in-picture per qualsiasi tipo di video, che sia un concerto registrato o un tutorial di cucina. Chi, invece, aveva scelto il Lite (una via di mezzo ormai destinata a chi vuole solo eliminare le pubblicità dai video non musicali) si trova di fatto allineato con gli utenti free globali: possono usare la finestra mobile, ma solo se quello che guardano non ha a che fare con le sette note. Per tutti gli altri, quelli che non pagano nulla al di fuori degli Stati Uniti, arriva quindi una boccata d'ossigeno: finalmente è possibile rispondere a un messaggio mentre l’ultimo video del proprio creatore preferito continua a scorrere in un angolo dello schermo.

Tempi tecnici e limiti da non sottovalutare

Chi ha già provato ad alzare il dito per attivare la funzione, però, farebbe meglio a pazientare. Il rilascio, come confermato dalla società in un aggiornamento ufficiale, non è istantaneo né universale: stiamo parlando di un rollout progressivo che richiederà "diversi mesi" per coprire l’intera popolazione mondiale. Un’attesa lunga, certo, ma che pare aver finalmente trovato una conclusione dopo anni di lamentele. Tecnicamente, poi, per gli utenti iOS esiste un requisito minimo (il sistema operativo dovrà essere almeno nella versione 15.0) mentre su Android basterà assicurarsi che l'app sia aggiornata all'ultima versione disponibile sul proprio store. La posta in gioco, per YouTube, è sottile: regalare un pezzo di esperienza Premium per fidelizzare l’utente free, senza però intaccare il valore percepito del proprio cavallo di battaglia commerciale, ovvero la musica in sottofondo.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.