Btp Valore, dal 2 al 6 marzo la nuova emissione con durata di sei anni e premio fedeltà allo 0,8 per cento

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il Tesoro torna a bussare alla porta dei piccoli risparmiatori italiani, proponendo una nuova edizione del Btp Valore, lo strumento pensato per il pubblico retail che in questi anni ha riscosso un successo crescente in termini di raccolta. La finestra utile per la sottoscrizione sarà aperta da lunedì 2 a venerdì 6 marzo 2026, con termine fissato per le ore tredici di venerdì, salvo la possibilità – da non escludere – di una chiusura anticipata qualora la domanda dovesse rivelarsi particolarmente robusta. Il Titolo, la cui durata è stata fissata in sei anni, porta con sé alcune delle caratteristiche ormai familiari a chi ha già guardato con interesse a questo genere di prodotto: cedole pagate con cadenza trimestrale, un meccanismo di crescita progressiva dei tassi e un premio finale extra per chi mantiene l’investimento fino alla scadenza naturale -1.

La struttura cosiddetta “step-up” segue lo schema ormai collaudato del 2+2+2, il che significa che il tasso cedolare subirà un incremento ogni due anni, offrendo al sottoscrittore un rendimento nominale via via crescente per l’intero arco dei sei anni. A ciò si aggiunge l’incentivo fedeltà, confermato nella misura dello 0,8 per cento del capitale investito, riconosciuto esclusivamente a chi effettua l’acquisto nei giorni del collocamento e non cede il titolo prima della scadenza del marzo 2032 -4. L’importo minimo sottoscrivibile resta quello abituale di mille euro, con la possibilità per le famiglie di costruire nel tempo un portafoglio di titoli pubblici beneficiando nel frattempo della tassazione agevolata al dodici e mezzo per cento su cedole e premio, dell’esenzione dall’imposta di successione e dell’esclusione dal calcolo Isee fino a cinquantamila euro -7.

In attesa che vengano comunicati i tassi minimi garantiti, un passaggio che avverrà venerdì 27 febbraio quando il Ministero dell’Economia rilascerà anche il codice ISIN definitivo, gli analisti si stanno già confrontando con ipotesi di rendimento basate sull’andamento attuale della curva dei titoli di Stato. I Btp con scadenza simile a quella del nuovo Valore, si collocano attorno al 2,80 per cento, e tenuto conto del premio medio che le precedenti edizioni hanno offerto rispetto ai titoli secondari – un extra stimabile tra i dieci e i venti punti base – il rendimento complessivo del nuovo titolo potrebbe attestarsi in un range compreso tra il 2,90 e il 3 per cento -5. Con l’aggiunta del bonus fedeltà, la forbice potrebbe salire leggermente, portando il rendimento medio annuo poco sopra la soglia del 3 per cento, un livello che in molti considerano psicologicamente rilevante per indirizzare le scelte di allocazione del risparmio -2.

Il confronto con le alternative: conti deposito e polizze vita alla prova dei calcoli

La nuova emissione, come accade ormai sistematicamente, viene messa a confronto con altre forme di investimento a basso rischio, in particolare i conti deposito e le polizze vita di ramo primo, prodotti che si rivolgono a una platea di risparmiatori simile per profilo e aspettative. Facile.it ha provato a simulare cosa potrebbe accadere investendo diecimila euro su orizzonti temporali di cinque e sei anni, ipotizzando per il Btp Valore un rendimento lordo del 3,15 per cento annuo comprensivo del premio finale. In questo scenario, il guadagno netto stimato a scadenza si aggirerebbe intorno ai milleseicentodiciotto euro, una cifra che tiene conto del vantaggio fiscale garantito dalla tassazione al 12,5 per cento -3.

Sullo stesso arco temporale, una polizza vita di ramo primo con rendimento lordo annuo del 2,68 per cento e un bonus iniziale dell’uno per cento porterebbe a un risultato netto di circa milleseicentosette euro, sostanzialmente allineato a quello del titolo di Stato. I conti deposito, che pure rappresentano un’alternativa liquida e garantita dal Fondo interbancario, scontano una tassazione più elevata, pari al 26 per cento, e questo incide in modo significativo sul confronto, specialmente su periodi medio-lunghi. Nel caso di un vincolo a cinque anni con tasso lordo del 2,90 per cento, il netto finale scenderebbe sotto i mille euro, rendendo il Btp Valore oggettivamente più competitivo sul piano del rendimento puro, ferma restando la necessità per ciascun risparmiatore di valutare la propria esigenza di liquidità e la tolleranza alle oscillazioni di prezzo che un titolo negoziabile sul mercato secondario comporta -3.

Le stime degli esperti sulla struttura delle cedole crescenti

Se il rendimento complessivo è una variabile che sarà nota solo a ridosso dell’avvio del collocamento, gli analisti stanno già provando a delineare la possibile articolazione delle cedole nei tre bienni. Jacopo Gerosa, head of investment advisory di Vontobel Wealth Management Sim, ipotizza che i primi due anni possano offrire un tasso intorno al 2,40-2,50 per cento, per salire al 2,90-3 per cento nel biennio centrale e raggiungere infine il 3,70-3,80 per cento negli ultimi due anni -2. Una struttura di questo tipo avrebbe il pregio di rendere visivamente appetibile il rendimento finale, ma occorre ricordare che la media ponderata delle cedole – e dunque il rendimento effettivo a scadenza – resta l’unico parametro realmente significativo per valutare la convenienza dell’operazione.

Rocco Probo, analista di Consultique Scf, aggiunge che sulla base di un premio ipotizzato di quindici punti base rispetto alla curva dei titoli italiani, un livello di tassi cedolari pari al 2,5 per cento nei primi due anni, al 3 per cento nel terzo e quarto e al 3,5 per cento negli ultimi due potrebbe rappresentare una struttura coerente con l’attuale livello dei rendimenti -5. Va da sé che, una volta comunicati i tassi minimi garantiti il 27 febbraio, il mercato avrà modo di esprimere le proprie valutazioni e il Tesoro potrà eventualmente ritoccare al rialzo le condizioni al termine dei cinque giorni di collocamento, qualora la domanda dovesse risultare inferiore alle attese o le condizioni di mercato dovessero mutare in modo significativo.

Modalità di sottoscrizione e dettagli operativi per i risparmiatori

Sul piano operativo, il collocamento avverrà sulla piattaforma MOT di Borsa Italiana, con il supporto di tre banche dealerIntesa Sanpaolo, UniCredit e Banco BPM – e due co-dealer, vale a dire Banca Monte dei Paschi di Siena e ICCREA Banca -1. I risparmiatori potranno avanzare richieste di acquisto tramite il proprio home banking, laddove abilitato alle funzioni di trading online, oppure rivolgendosi direttamente alla propria filiale bancaria o all’ufficio postale presso cui intrattengono il rapporto con il conto deposito titoli. L’investimento minimo resta fissato a mille euro e, caratteristica importante per chi vuole pianificare con precisione l’esborso, il titolo verrà collocato alla pari, dunque senza aggravio di commissioni di acquisto, ferme restando eventuali spese di tenuta conto applicate dagli intermediari secondo i contratti in essere -7.

Il titolo sarà negoziabile in qualsiasi momento sul mercato secondario, il che significa che il risparmiatore non assume alcun vincolo di detenzione forzata. Tuttavia, occorre essere consapevoli che una vendita anticipata farebbe perdere il diritto al premio fedeltà dello 0,8 per cento e potrebbe esporre a plusvalenze o minusvalenze in funzione dell’andamento dei tassi di mercato e dello spread. Un elemento che gli esperti raccomandano di considerare con attenzione, specie in un contesto in cui la curva dei rendimenti appare piuttosto compressa e la volatilità implicita si mantiene su livelli storicamente bassi -5.

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