Beppe Sala dice "Free Gaza" dal palco della Scala durante la Fashion Week di Milano
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il sindaco di Milano, Beppe Sala, ha scelto il palco del Teatro alla Scala, in una delle serate clou della Fashion Week, per lanciare un messaggio politico di forte impatto. L’occasione era quella della premiazione dei marchi eco-sostenibili, un evento organizzato dalla Camera nazionale della Moda che riunisce l’élite del settore, ma il primo cittadino, al termine di un discorso incentrato sulla città e sul momento difficile che si sta vivendo, ha voluto concludere il suo intervento con le parole «Free Gaza». Un’espressione netta, che ha immediatamente oltrepassato le mordacine del tempio della lirica per entrare nel dibattito pubblico.
La piazza divisa e un gesto simbolico
Quella stessa piazza, del resto, era già teatro di una duplice animazione, quasi uno specchio delle divisioni che attraversano la società. Poco distante dall’ingresso dei vip, infatti, prosegue da giorni il presidio permanente “100 Piazze per Gaza”, con i suoi attivisti che chiedono con determinazione un cessate il fuoco. Le due realtà, quella glamour e quella militante, si sono inaspettatamente toccate quando un ospite della serata, prima di varcare la soglia del teatro, ha preso in prestito dai manifestanti una bandiera palestinese per sventolarla brevemente, in un gesto simbolico che ha unito, seppur per un attimo, mondi generalmente distanti.
La politica e l'uso del conflitto
L’intervento del sindaco, per quanto breve, non può essere considerato isolato dal contesto più ampio, nel quale la questione del conflitto sembra essere divenuta, per alcuni schieramenti, un efficace strumento di comunicazione e di ricerca del consenso. Assistiamo a una dinamica per cui la tragedia umanitaria, che pure mobilita una parte dell’opinione pubblica, rischia di essere ridotta a una mera bandiera da agitare in funzione di un calcolo politico, una rincorsa alla “pancia” del paese che poco si concilia con la complessità della situazione internazionale.
Un emblema dei confini labili
Mentre il governo, almeno a livello di dichiarazioni ufficiali, opera insieme ad altri attori sulla scacchiera diplomatica per trovare una soluzione, dalle forze di opposizione si moltiplicano le iniziative per intercettare il malcontento e cavalcare l’onda emotiva delle piazze. L’episodio di Milano, con la sua commistione di alta moda e attivismo, di un palco istituzionale e di un grido politico, rappresenta forse l’emblema di questa fase, dove i confini tra le diverse sfere si fanno sempre più labili e i messaggi vengono lanciati da palcoscenici inediti e ad un pubblico composito.




