Kojima e Zerocalcare, la foto a Lucca Comics finisce nel mirino della Turchia
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Redazione Cultura e Spettacolo
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L’edizione 2025 del Lucca Comics & Games, che pure ha registrato episodi bizzarri come le tariffe esorbitanti richieste per un autografo di Tetsuo Hara – fatto che ha provocato le ironie di colleghi del calibro di Leo Ortolani –, è stata scenario di un incontro inaspettato, destinato a superare i confini della kermesse. Hideo Kojima, presente per l’ultima tappa del Death Stranding 2 World Tour, e Zerocalcare, pseudonimo di Michele Rech, giunto a presentare la sua nuova serie animata Due Spicci, si sono ritrovati per una fotografia divenuta immediatamente virale, accumulando oltre quattro milioni e mezzo di visualizzazioni sui profili ufficiali del game designer giapponese. Quell’immagine, però, che ritraeva i due autori in un momento di apparente serenità, è stata rimossa dopo poche ore, lasciando spazio a un dibattito che ha travalicato l’ambito fumettistico per investire questioni geopolitiche di notevole delicatezza.
La graphic novel che ha innescato la polemica
L’elemento centrale della controversia, che ha determinato la repentina cancellazione dello scatto dai social network di Kojima, non era tanto la presenza dei due artisti, bensì l’oggetto che il creatore di Metal Gear stringeva tra le mani: una copia di Kobane Calling, la graphic novel con la quale Zerocalcare ha raccontato, attraverso il suo tratto inconfondibile, le esperienze vissute tra Siria e Turchia. L’opera, come è noto, tratta temi che toccano da vicino il conflitto curdo, un argomento di estrema sensibilità per il governo turco, il quale ha sempre mantenuto una posizione intransigente verso qualsiasi forma di rappresentazione che possa essere interpretata come un sostegno alle milizie curdo-siriane. La rapida rimozione del post, di cui non sono state fornite spiegazioni ufficiali, è stata interpretata da molti osservatori come una diretta conseguenza delle pressioni esercitate da una parte dei suoi fan, in particolare dai giocatori turchi, i quali hanno fatto sentire la propria voce con proteste organizzate e commenti massivi.
Le reazioni a caldo e il silenzio delle parti
La scomparsa della fotografia, che aveva inizialmente entusiasmato i follower di entrambi gli autori, ha generato un’ondata di perplessità e di interrogativi, ai quali né Kojima Productions né Zerocalcare hanno per il momento voluto o potuto rispondere. Se da un lato, infatti, la mossa è apparsa a molti come una capitolazione di fronte a una campagna di critiche spesso accesa, dall’altro non si può escludere che essa risponda a precise valutazioni di natura commerciale o diplomatica, considerando l’enorme portata globale dei progetti di Kojima e la necessità di preservare relazioni internazionali complesse. La situazione, del resto, evidenzia come la pop culture, spesso considerata un rifugio spensierato, possa improvvisamente trasformarsi in un campo di battaglia dove si scontrano narrative politiche contrapposte e sensibilità nazionali profondamente radicate.
Il contesto più ampio di un episodio simbolico
Questo episodio, per quanto circoscritto, si inserisce in un filone di eventi che dimostrano la crescente permeabilità tra l’intrattenimento e la sfera politica, dove un semplice gesto – come mostrare un libro – può assumere valenze inattese e scatenare reazioni a catena di portata internazionale. La scelta di Kojima, qualunque ne sia stata la motivazione profonda, ha di fatto trasformato un momento di celebrazione artistica in un caso studio sulle difficoltà che gli artisti, soprattutto quelli di fama planetaria, incontrano nel navigare acque geopolitiche insidiose. Rimane il fatto che l’incontro tra i due maestri del rispettivo medium è avvenuto, lasciando una traccia, seppur effimera, di quel dialogo tra culture diverse che la fiera di Lucca, per sua stessa missione, ambisce a promuovere.




