Goletta Verde in Toscana, la metà dei punti monitorati oltre i limiti di legge: foci dei fiumi nel mirino

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La fotografia scattata dalla quarantesima edizione di Goletta Verde, la storica campagna di Legambiente giunta ormai alla sua 40esima edizione, restituisce un quadro a tinte decisamente contrastanti per quanto concerne la salute delle coste toscane. Dei venti punti monitorati nel corso dei campionamenti effettuati tra il 6 e l'8 luglio, esattamente la metà è risultata oltre i limiti di legge a causa di concentrazioni microbiologiche elevate, in particolare di Escherichia coli ed Enterococchi intestinali, che rappresentano i due parametri sui quali si basa il giudizio di inquinamento.

Le segnalazioni alle autorità competenti scattano nel momento in cui anche solo una di queste due specie microbiche supera la soglia prevista dalla normativa, che per gli Enterococchi è fissata a 200 UFC/100 ml e per l'Escherichia coli a 500 UFC/100 ml, mentre il livello di "fortemente inquinato" viene raggiunto quando si superano rispettivamente i 400 e i 1000 UFC/100 ml.

Foci dei fiumi e sistema depurativo sotto accusa

Il dato più significativo, che emerge con chiarezza dall'analisi dei prelievi, è che ben otto dei dieci punti che hanno fatto registrare valori fuori norma si trovano in corrispondenza delle foci dei fiumi, a conferma di come il problema principale sia da ricercare in un sistema di depurazione che evidentemente non riesce a garantire standard adeguati, specialmente in concomitanza con l'aumento della pressione antropica che caratterizza i mesi estivi.

Il monitoraggio ha riguardato per il 75% dei casi, ovvero in quindici occasioni su venti, situazioni critiche di scarico e foci di corsi d'acqua, mentre solo cinque campioni sono stati prelevati in mare aperto, e la distribuzione geografica delle criticità evidenzia un quadro piuttosto eterogeneo sul territorio regionale.

A livello complessivo, il 20% dei punti è stato classificato come inquinato mentre il 30% ha ricevuto il giudizio di fortemente inquinato, percentuali che delineano una situazione di allarme diffuso ma con significative eccezioni rappresentate da alcune aree che hanno invece superato brillantemente l'esame.

Le performance delle province: da Grosseto a Massa-Carrara

Analizzando nel dettaglio i dati provincia per provincia, emerge come la situazione sia particolarmente critica in alcune aree mentre in altre si registrino segnali di miglioramento rispetto al passato.

In provincia di Grosseto, dove sono stati monitorati sei punti, la situazione è divisa esattamente a metà: tre prelievi sono risultati entro i limiti, e in particolare si segnalano la foce del fiume Bruna a Castiglione della Pescaia, il mare presso la foce del fiume Albegna in località Bocche di Albegna a Orbetello e la spiaggia fronte canale in località Poggio Pertuso a Monte Argentario.

Le criticità rimangono invece consistenti alla foce del fiume Osa a Fonteblanda, che ha ricevuto il giudizio di inquinato, mentre sono risultati fortemente inquinati il punto alla foce del fiume Gora a Follonica e il fosso della Tagliata Etrusca ad Ansedonia, nel comune di Orbetello, zone dove le concentrazioni batteriche hanno superato abbondantemente i valori di soglia.

Per quanto riguarda la provincia di Livorno, che comprende anche i quattro punti monitorati all'Isola d'Elba, i risultati sono leggermente più confortanti con quattro punti su sei rientranti nei parametri di legge, e tra questi figurano la foce del fiume Cecina a Marina di Cecina, la foce unica dei fossi di Mola a Capoliveri, il fosso della Madonnina a Portoferraio e la foce del fosso Galea la Pila a Campo nell'Elba.

Le eccezioni negative riguardano la foce del fosso Salivoli a Marina di Salivoli nel comune di Piombino, che è risultata fortemente inquinata, e la spiaggia presso il moletto del pesce a Marciana Marina, classificata come inquinata; la situazione dell'Elba, rispetto al monitoraggio dello scorso anno, mostra comunque lievi miglioramenti, con il punto della foce dei fossi di Mola che era risultato fortemente inquinato nel 2025 ed è invece rientrato nella norma, mentre Marciana Marina è passata da fortemente inquinato a semplicemente inquinato.

In provincia di Lucca entrambi i due punti monitorati sono risultati oltre i limiti di legge, con la foce del fosso Fiumetto a Marina di Pietrasanta che ha ricevuto il giudizio di fortemente inquinato e la foce del fosso Abate al Lido di Camaiore che è stata invece classificata come inquinata.

La provincia di Massa-Carrara presenta un quadro altrettanto preoccupante: su quattro punti di prelievo, tre hanno evidenziato criticità, con le foci del torrente Lavello e del fiume Brugiano, entrambe nel comune di Massa, che sono risultate fortemente inquinate, e la foce del torrente Carrione a Marina di Carrara che ha ricevuto il giudizio di inquinato; l'unico punto entro i limiti in questa provincia è rappresentato dalla foce del fiume Versilia a Cinquale nel comune di Montignoso, che tra l'altro aveva fatto registrare valori molto critici nel 2025 ed è invece tornata nella norma, segnale

Di un possibile miglioramento per l'area settentrionale.

Le eccellenze e le criticità persistenti

La provincia di Pisa si conferma invece un'isola felice, con entrambi i punti monitorati, ovvero la foce del fiume Arno a Marina di Pisa e la foce del canale Scolmatore in località Calambrone, che sono risultati pienamente entro i limiti di legge, confermando un trend positivo già emerso negli anni precedenti e offrendo un esempio virtuoso di come una gestione attenta del sistema depurativo possa fare la differenza.

I vertici di Legambiente Toscana, il presidente Fausto Ferruzza e il direttore Federico Gasperini, hanno sottolineato come rispetto al 2025 si siano registrati lievi miglioramenti, ma hanno al contempo evidenziato come persistano criticità croniche che interessano il sistema depurativo della regione, soprattutto nella parte centrale e meridionale dove le foci dei fiumi continuano a rappresentare il punto debole del sistema.

Particolarmente significativa è anche la questione relativa alla cartellonistica informativa: i tecnici di Goletta Verde hanno rilevato l'assenza di cartelli di divieto di balneazione nel 60% dei punti monitorati alla foce dei fiumi, mentre i cartelli informativi sulla qualità delle acque di balneazione risultavano assenti nell'85% dei casi, una carenza che espone i bagnanti a rischi potenziali, considerando che spesso in prossimità delle foci si creano spazi di spiaggia libera frequentati dai turisti.

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