Napoli-Chelsea 2-3, Rosenior esalta il carattere della squadra: «Orgogliosi di essere tra le prime otto»
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Redazione Sport
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In una serata dal finale avvincente al Diego Armando Maradona, il Chelsea di Liam Rosenior ha piegato il Napoli per 2-3, conquistando un successo che, al di là dei tre punti, vale l’accesso diretto alla fase a eliminazione diretta di Champions League. L’allenatore dei Blues, nel commentare una vittoria non scontata, ha posto l’accento sulla resilienza dimostrata dai suoi giocatori, i quali hanno saputo reagire con prontezza dopo essere persino andati in svantaggio nel corso del match. «Ho visto il loro carattere», ha affermato Rosenior, sottolineando come la reazione positiva sia esattamente ciò che richiede alla sua squadra, la quale, nonostante qualche difficoltà iniziale, ha saputo imporre progressivamente il proprio gioco.
L'analisi tattica e le scelte di Rosenior
Rosenior, il cui approccio si distingue per una meticolosa preparazione, ha voluto chiarire le proprie intenzioni per la prima frazione di gioco: «Nel primo tempo volevo che fossimo aggressivi». Un’aggressività che, se da un lato ha prodotto alcuni buoni momenti di recupero palla nella metà campo avversaria, dall’altro ha talvolta creato distanze eccessive tra i reparti, un aspetto che il tecnico ha riconosciuto senza remore. La partita, del resto, è stata decisa anche dalle sue valutazioni: la magnifica rete di João Pedro ha fornito la svolta, mentre la gestione delle sostituzioni, come nel caso di Gittens – tenuto pronto sulla panchina in vista di un possibile ingresso di Lukaku – è stata funzionale a mantenere il controllo delle dinamiche in campo, sfruttando anche le note difficoltà degli avversari, segnati da un problema di infortuni che, nel finale, ne ha condizionato la resistenza.
Il contesto napoletano e le polemiche esterne
La sconfitta del Napoli, guidato in panchina da Antonio Conte, si è consumata in un clima già teso, segnato da polemiche esterne che nulla hanno avuto a che fare con l’incontro. Alcuni tifosi azzurri, infatti, hanno esposto uno striscione contro l’ex allenatore Luciano Spalletti, attuale tecnico della Juventus, definendolo un “ex uomo”. Questa reazione trova origine in alcune dichiarazioni rilasciate dallo stesso Spalletti in seguito alla sconfitta della sua nuova squadra contro il Napoli, quando definì gli uomini di Conte come “ex campioni d’Italia”, un’affermazione che aveva a suo tempo suscitato vive reazioni. Un episodio di cronaca che, seppur marginale rispetto al match, ha contribuito a delineare l’atmosfera carica di emotività dentro e fuori dall’impianto.
La soddisfazione per il traguardo e lo sguardo in avanti
Riuscire a centrare l’obiettivo della qualificazione diretta come una delle prime otto squadre della League Phase rappresenta, per Rosenior, un traguardo di primaria importanza. «Siamo molto felici, ci aiuterà parecchio perché potremo allenarci di più», ha spiegato, cogliendo il vantaggio logistico e atletico che deriva dall’aver evitato i playoff preliminari. La soddisfazione del tecnico è palpabile, soprattutto per l’applicazione mostrata dai giocatori, dei quali ha lodato l’intensità di pressing nel primo tempo. Senza soffermarsi su giudizi riguardanti singoli – come nel caso di Sterling, al quale ha semplicemente augurato il meglio per il suo futuro – Rosenior ha chiuso concentrandosi sul percorso collettivo: l’orgoglio per quanto fatto non deve distogliere dall’imperativo di «continuare a vincere», un mantra necessario per affrontare le prossime sfide europee.
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