Luka Modric porta il suo Pallone d'Oro al museo del Milan, un prestito che sa di dichiarazione d'amore
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Redazione Sport
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Il legame tra Luka Modric e il Milan si arricchisce di un nuovo, significativo capitolo. Il centrocampista croato, come rivelato dalle pagine de La Gazzetta dello Sport, ha infatti deciso di separarsi momentaneamente dal prestigioso trofeo del Pallone d'Oro, quello vinto nel lontano 2018 al termine di una stagione straordinaria con il Real Madrid e la propria nazionale, per trasferirlo da Madrid a Milano, dove sarà esposto tra le vetrine del museo di Casa Milan. Un gesto che, nella sua semplicità, possiede un peso specifico notevole e che richiama alla memoria, seppur con motivazioni differenti, quello compiuto da un altro immortale campione, Marco van Basten, il quale donò il suo riconoscimento al club in segno di eterna gratitudine. In questo caso, però, la decisione di Modric sembra dettata più da un sentimento di puro affetto e appartenenza, maturato in pochi mesi ma già estremamente profondo, che non da un dovere di riconoscenza.
Il trofeo, che il fuoriclasse classe 1985 custodiva gelosamente nella sua abitazione madrilena, resterà dunque a disposizione dei tifosi rossoneri e di tutti i visitatori del "Mondo Milan" fino al termine della stagione corrente. Un'opportunità, questa, per ammirare da vicino un simbolo del calcio mondiale che, per un periodo limitato, andrà ad aggiungersi alla collezione di cimeli storici del Diavolo. Il fatto che Modric abbia pensato di privarsi di un oggetto così personale e carico di significato, seppur temporaneamente, per condividerlo con l'ambiente che lo sta ospitando, certifica in maniera inequivocabile il livello di sintonia e benessere che il giocatore ha raggiunto all'ombra della Madonnina. Un benessere che lui stesso, in più di un'occasione, ha avuto modo di sottolineare, parlando di una città che lo ha accolto e di un calore che forse nemmeno si aspettava di ritrovare dopo tredici anni trascorsi da assoluto protagonista a Madrid.
Un futuro ancora tutto da scrivere, tra opzioni e volontà del campione
Se da un lato la vicenda del Pallone d'Oro prestato al museo rappresenta una certezza sul piano affettivo e simbolico, dall'altro rimane aperto e in bilico il capitolo più spinoso, quello che riguarda il futuro professionale di Luka Modric con la maglia del Milan. Il contratto attuale, va ricordato, scadrà il prossimo giugno e, sebbene esista una clausola che potrebbe permettere al club di trattenere il croato per un'altra stagione, fino al 2027, nessuno a Casa Milan ha la minima intenzione di forzare la mano. La dirigenza, con l'amministratore delegato Furlani e il direttore sportivo Tare in prima fila, così come l'allenatore Massimiliano Allegri, che ne ha fatto un perno del suo scacchiere tattico, aspettano una sua decisione, consapevoli che un giocatore del suo spessore e della sua carriera meriti di scegliere con assoluta libertà e senza pressioni.
Modric, dal canto suo, si concede tutto il tempo necessario per riflettere, concentrato esclusivamente sul presente e sugli impegni che attendono lui e la squadra, a partire dalla rincorsa in campionato e dal sogno di un ritorno in Champions League che potrebbe rendere ancora più dolce l'eventuale proseguimento. Le sensazioni che filtrano, tuttavia, sono decisamente positive: il croato si trova bene, è stimato da compagni e tifosi, e il suo apporto in campo, con quei due gol decisivi e una media di passaggi riusciti che lo colloca tra i migliori del torneo, dimostra che l'età anagrafica, quei quarant'anni compiuti da poco, è soltanto un numero. La decisione finale, come è giusto che sia, verrà presa solo a stagione conclusa, magari dopo l'avventura mondiale con la sua Croazia, ma l'impressione è che Milano abbia già conquistato un posto speciale nel cuore del suo maestro.




