Toyota volta pagina: il nuovo Highlander 2027 è solo elettrico ed è costruito in America
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Il costruttore giapponese, che proprio negli ultimi anni ha spesso rallentato l’accelerazione verso la mobilità a batteria preferendo mantenere una strategia multi-tecnologia, ha compiuto un passo netto e senza mezze misure. La quinta generazione del Highlander, svelata in questi giorni alla stampa internazionale in California, abbandona qualsiasi motorizzazione termica o ibrida per convertirsi integralmente alla trazione elettrica, segnando una discontinuità profonda rispetto al passato -4-9. Si tratta, e il dato è tutt’altro che secondario, del primo veicolo a batteria a tre file di sedili assemblato dal gruppo nipponico negli Stati Uniti: un tassello cruciale nella strategia produttiva e commerciale del gruppo, che ha scelto il Kentucky per la fabbricazione del modello e il nuovo stabilimento della Carolina del Nord per l’approvvigionamento dei moduli batteria -1-7.
Una piattaforma rivista e un design che rompe con la tradizione
Lunga esattamente 5.050 millimetri, larga 1.989 e con un passo che per la prima volta supera i tre metri attestandosi a 3.050, la nuova Highlander EV modifica radicalmente le proporzioni del suo predecessore -2-8. La piattaforma GA-K, già nota, è stata pesantemente riadattata per alloggiare i pacchi batteria sotto il pianale: ne consegue un abbassamento dell’altezza totale – due centimetri in meno, arrivando a 1.709 – a tutto vantaggio della stabilità e dell’efficienza aerodinamica. Il linguaggio stilistico, coerentemente con quanto visto sugli ultimi modelli della Casa, adotta il frontale denominato Hammerhead, lo squalo martello, caratterizzato da una firma luminosa a LED che attraversa orizzontalmente tutto il muso e si fonde con i gruppi ottici anteriori a C -1-8. Le maniglie sono a scomparsa, i fianchi scolpiti e i passaruota allargati tradiscono una volontà di rompere decisamente con l’estetica conservatrice del vecchio Highlander.
Due batterie, due potenze e un’autonomia fino a 515 chilometri
L’offerta powertrain, al netto delle dichiarazioni preliminari destinate ad essere certificate più avanti nel corso dell’anno, si articola su due tagli di batteria. La versione d’ingresso XLE monta un accumulatore da 77 kWh netti, disponibile sia a trazione anteriore – configurazione inedita per un grande SUV elettrico concorrente di Kia EV9 e Hyundai Ioniq 9, entrambi a trazione posteriore – sia integrale -5-6. La potenza varia dai 224 cavalli della FWD fino ai 343 della AWD, che per l’occasione accede anche al pacco più capiente da 95,8 kWh -2-6. La versione Limited, top di gamma, adotta esclusivamente quest’ultimo abbinamento e raggiunge, secondo stime del costruttore, i 515 chilometri di autonomia nel ciclo misto. Il dato, se confermato, collocherebbe il Highlander nella fascia alta del segmento, anche se va ricordato che i valori definitivi EPA potrebbero subire variazioni. La ricarica, e qui la scelta è politicamente rilevante, adotta lo standard NACS, l’interfaccia sviluppata da Tesla, garantendo così l’accesso diretto alla rete Supercharger nordamericana senza bisogno di adattatori -4-8. La potenza di ricarica in corrente continua consente, in condizioni ottimali, di passare dal 10 all’80 per cento in circa mezz’ora -1-7.
Interni digitali e funzionalità V2L per la prima volta su un Toyota americano
Abitacolo ridisegnato con due schermi, l’immancabile strumentazione digitale da 12,3 pollici e un display centrale da 14, che gestisce l’infotainment di ultima generazione con connettività di bordo e aggiornamenti over-the-air -4-8. La plafoniera integra, a richiesta, il più ampio tetto panoramico fisso mai offerto dal marchio sul suolo statunitense -4-8. Le plance ricevono rivestimenti in SofTex, il materiale sintetico ormai consolidato, con riscaldamento dei sedili anteriori di serie e possibilità di estendere la climatizzazione anche alla seconda fila nei livelli allestitivi superiori -2-6. L’omologazione è per sei passeggeri nella configurazione standard, con poltrone singole al centro, ma è prevista l’opzione a sette posti con panca scorrevole. La capacità del vano bagagli, pur registrando una flessione rispetto alla generazione precedente – 1.274 litri circa con la terza fila reclinata – rimane abbondantemente nella media del segmento -1-5. Da segnalare, infine, l’introduzione della tecnologia V2L, vehicle-to-load, che consente di prelevare corrente dalle batterie per alimentare dispositivi esterni o utensili: una novità assoluta per un modello Toyota destinato al mercato nordamericano e sintomo di una certa volontà di intercettare anche la clientela legata al tempo libero e al campeggio -1-7.
Assemblaggio americano per la sfida a Kia e Hyundai
La decisione di localizzare l’intero processo produttivo – dalla cella al veicolo completo – in impianti situati in Kentucky e Carolina del Nord non è marginale nell’attuale contesto politico ed economico, specialmente con l’amministrazione Trump tornata alla guida del Paese e con una politica commerciale fortemente attenta alla bilancia manifatturiera interna -1-2. L’arrivo nei concessionari è previsto per la fine del 2026, con i primi esemplari consegnati come Model Year 2027 -4-8. I prezzi non sono stati ancora comunicati, ma le stime informali indicano un posizionamento attorno ai 50.000 dollari per le varianti meno accessoriate -3-4. Il sistema di assistenza alla guida è il Toyota Safety Sense 4.0, che integra di serie il monitoraggio dell’angolo cieco, la frenata automatica con riconoscimento pedoni e il cruise control adattivo -2-7. Il gruppo nipponico, a differenza di altri costruttori che in questa fase storica mostrano segni di ripensamento sulla transizione, sembra dunque aver scelto di giocare la partita dei grandi SUV familiari a zero emissioni puntando tutto su uno dei suoi nomi più conosciuti e venduti.




