Renzi apre la Leopolda: «Noi e M5S siamo diversi, il centrosinistra parli dei problemi concreti»

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Matteo Renzi torna a Firenze per la quattordicesima edizione della Leopolda, in programma dal 2 al 4 ottobre negli spazi della stazione ottocentesca che ospita da sempre la convention politica ideata e guidata dal leader di Italia Viva. Il titolo scelto per quest'anno è «Riprenderci Itaca», un richiamo all'Odissea che accompagna l'intera scenografia dell'evento, dove campeggia anche una grande nave di Ulisse.

Ad aprire la kermesse sarà Vincenzo De Luca, sindaco di Salerno, in un dialogo con i giovani iscritti alla scuola di formazione politica «Meritare l'Europa», circa seicento ragazzi che partecipano ai lavori. La coppia Renzi-De Luca restituisce l'immagine di due leadership ingombranti per il centrosinistra: il rottamatore e il rottamato, chi costruì la propria ascesa politica sulla promessa di archiviare una classe dirigente e chi continua a incarnare un profilo personale difficilmente riconducibile agli equilibri di partito.

Il decreto ceto medio e la quattordicesima

La prima proposta lanciata dalla Leopolda è un decreto per il ceto medio che comprende una quattordicesima per insegnanti, infermieri e forze dell'ordine, insieme a misure su case popolari, partite Iva e intelligenza artificiale. «La priorità è mettere più soldi nelle tasche degli italiani», ha spiegato Renzi in un'intervista al Messaggero, sottolineando come «la gente fatica ad arrivare alla fine del mese, le famiglie si indebitano, il costo della vita colpisce ai fianchi le persone normali».

Il leader di Italia Viva rivendica la storia della manifestazione come laboratorio di idee, ricordando che dalla Leopolda sono passati provvedimenti come Industria 4.0, le unioni civili, il Jobs Act e lo Spid. «Il centrosinistra deve parlare più di problemi concreti delle persone e meno di equilibri interni alla coalizione», ha aggiunto, «servono i soldi alle famiglie, non le discussioni sulle primarie».

La distanza dal Movimento 5 Stelle

Sul rapporto con il Movimento 5 Stelle, Renzi non lascia margini: «Si vota con il proporzionale. Dunque le nostre idee sono diverse da quelle dei Cinque Stelle e io sono molto felice di questo: garantismo, riformismo, sussidiarietà. Noi non siamo come loro, altrimenti saremmo in un unico partito». La distanza resta netta, ma il leader di Italia Viva apre a una collaborazione su temi specifici come il ceto medio, l'Europa e l'innovazione tecnologica, a condizione che ci sia un programma preciso e condiviso. «Abbiamo chiesto un contratto alla tedesca, così nessuno può sgarrare», ha precisato.

La questione della sicurezza rappresenta per Renzi il terreno su cui il centrosinistra deve cambiare passo: «Dobbiamo andare all'attacco, non possiamo giocare in difesa. Il governo ha fallito: gli italiani sono più poveri di cinque anni fa ma si sentono anche meno sicuri di cinque anni fa». Quanto a De Luca, «non è uno sceriffo ma un uomo di buon senso».

La politica estera e gli ospiti della tre giorni

Sulla politica estera, il punto che più divide il campo largo, Renzi fissa alcuni paletti: il riarmo va affrontato a livello europeo, il sostegno all'Ucraina «non è in discussione», e il principio dei due popoli e due stati passa dal reciproco riconoscimento di Israele e Palestina. La diplomazia, aggiunge, va fatta «senza calpestare i principi e le ragioni degli aggrediti». Il programma della tre giorni fiorentina alterna politica, cultura, innovazione e diritti.

Tra gli ospiti annunciati figurano l'archistar Massimiliano Fuksas, Andrea Stroppa, l'imprenditore considerato l'uomo di Musk in Italia, il giornalista Mario Calabresi, il cantante Fedez, il governatore dell'Emilia-Romagna Michele De Pascale, il presidente della Toscana Eugenio Giani, la procuratrice generale di Milano Francesca Nanni e il presidente del Partito Democratico Stefano Bonaccini, che interverrà domenica prima del discorso conclusivo di Renzi.

Sono previsti anche dibattiti sul social freezing, sui diritti civili con un confronto tra Ivan Scalfarotto e Tommaso Cerno, sulle nuove forme di comunicazione e sulle Primarie delle Idee, il percorso che si concluderà a Firenze con la presentazione delle proposte più votate.

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