Raid su ospedale a Gaza, in Libano bombe sui cristiani
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
Il presidente americano Joe Biden, quattro giorni fa, aveva chiesto al premier israeliano Benjamin Netanyahu di non colpire più Beirut. Per tre giorni, infatti, non solo non ci sono stati bombardamenti in città, ma dalla colonna sonora della capitale libanese è anche scomparso il ronzio dei droni dello Stato ebraico. Tuttavia, da ieri, gli aerei senza pilota sono tornati e l’ambasciata americana a Beirut ha invitato i suoi cittadini a lasciare il Paese il più in fretta possibile.
Nel nord del Libano, un raid israeliano ha colpito un villaggio cristiano, causando la morte di 18 persone. Gli attacchi aerei su Gaza continuano, mentre Hezbollah ha inflitto a Israele il colpo più sanguinoso dal 7 ottobre 2023: quattro soldati uccisi e 60 feriti con l’attacco di un drone a una base militare. Il premier Netanyahu ha dichiarato che Israele continuerà a colpire Hezbollah ovunque, anche a Beirut, senza pietà.
La tensione resta altissima nelle basi Unifil del Libano meridionale dopo il ferimento di cinque caschi blu. Ieri, una serie di ordigni esplosivi incendiari lungo la strada che conduce alla base operativa avanzata UNP 1-32A è stata individuata da una pattuglia del contingente italiano. Nel bombardamento israeliano di ieri su Aito, nel nord del Libano, sono morte almeno 21 persone e otto sono rimaste ferite. L’obiettivo era una palazzina in cui vivevano una trentina di persone, tutte sfollate dal sud. È la prima volta che la città e la regione vengono colpite.
Il ministero della salute libanese ha fornito i dati aggiornati: oltre 2.300 morti e 11.000 feriti in Libano dall’inizio del conflitto un anno fa.




